Veleni bianchi

Veleni bianchi

Vengono assunti praticamente tutti i giorni dal nostro organismo e fanno parte della nostra alimentazione, ma molti non sanno che in quantità elevate distruggono silenziosamente la nostra salute. Zucchero, sale, farina e latte sono i 4 killer bianchi considerati veleni. Lo studio della nutrizionista Benedetta Soldano di Pisa spiega cosa comportano.

Il cloruro di sodio, cioè il comune sale da cucina, è già presente in modo naturale in diversi cibi. Dovremmo assumere 1 kg di sale all’anno, ma in realtà ne assumiamo ben 10 kg. Questo perché è sovrabbondante in moltissimi alimenti confezionati, come snack, fritti e patatine. L’assunzione eccessiva e duratura provoca pressione alta, cattiva digestione, insonnia, tic nervosi, stanchezza cronica, perdita di calcio nelle ossa.

Lo zucchero: nessun adulto ha bisogno di assumere zucchero extra per la propria alimentazione, ma la verità è che fin da piccoli siamo abituati ad associare lo zucchero alla felicità. Alimenti ricchi di zucchero innescano un processo che produce insulina, che affatica moltissimo l’organismo e genera senso di affaticamento, ridotta capacità di concentrazione, poca lucidità mentale, stanchezza cronica, picchi e cali repentini di energia durante la giornata e nel lungo periodo la possibilità del diabete. Attenzione anche ad aspartame, altamente tossico per la nostra salute. Meglio adoperare miele, stevia oppure zucchero di canna perché non raffinato con sostanze chimiche.

La farina bianca rappresenta il terzo veleno, insieme a tutti gli alimenti che la contengono: nel nostro organismo forma una massa glutinosa che causa sonnolenza e costipazione. Sarebbe meglio assumere prodotti integrali che contengono grandi quantità di vitamine e proteine e soddisfano il nostro appetito.

Infine il latte: superati i due anni d’età, nel nostro organismo si riduce l’attività del ‘lattasi’, un enzima che permette l’assimilazione del latte: nell’età adulta questo enzima è praticamente inesistente. Tutto sfocia in un’intolleranza grave che può generare gonfiori, irritazione del tratto intestinale, coliche e allergie.
Irma Mecca

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n. 10 / Dicembre 2017

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