Nexplanon, bastoncino tanti-ormoni

In Italia l’impiego dei contraccettivi ormonali è ancora poco diffuso e gli ultimi dati rilevano che dal 18% siamo scesi al 15% delle donne fra i 18 e 45 anni. I motivi che portano le donne a rifiutare o ad abbandonare la contraccezione ormonale sono più che noti e sempre gli stessi da anni: cambiamento dell’umore, aumento di peso, lieve sanguinamento, gonfiore addominale, ritenzione idrica, mal di testa e paura di tumore al seno.

Indiscutibilmente la donna deve trovare il prodotto giusto per lei, non esiste la pillola che possa adattarsi a tutte le donne nello stesso modo, ma l’ampia varietà di prodotti in commercio consente di trovare una buona soluzione per tutte le donne. Sono ancora poco diffuse le informazioni sugli effetti positivi dei contraccettivi ormonali, specie nell’impiego a lungo termine: proteggono dal tumore ovarico, endometriale e del colon-retto. Dal 2012 è stato commercializzato anche in Italia un sistema a lunga durata con solo progestinico. Il Nexplanon – secondo quanto riportato sul sito Medicitalia.it - è un sistema costituito da un bastoncino sottile (lungo 4cm, diametro 2mm) flessibile, precaricato in un applicatore sterile e monouso pronto per essere inserito sottocute. Rilascia costantemente in dose predeterminata Etonogestrel, un ormone progestinico, assicurando per 3 anni una valida azione contraccettiva a lungo termine. Si tratta quindi di un contraccettivo ormonale con la caratteristica di essere privo di estrogeno.

Il meccanismo contraccettivo si esplica principalmente inibendo la funzione ovarica bloccando l’ovulazione. L’azione contraccettiva non si limita alla mancata ovulazione, ma comporta un effetto a cascata: l’assenza del follicolo ooforo determina anche l’assenza del picco estrogenico e di quello progestinico. Questa modificazione ormonale mantiene denso il muco cervicale ostacolando perciò la risalita degli spermatozoi. A livello endometriale infine esercita un effetto antiproliferativo che ostacola l’annidamento dell’embrione. Tali caratteristiche rendono il sistema di ottima accettabilità, efficacia (superiore a qualsiasi altro metodo) e sicurezza, con minima incidenza di effetti collaterali, in qualsiasi fascia di età, soprattutto in donne che desiderano contraccezione a lungo termine e che mostrano scarsa aderenza ai sistemi orali. Il dispositivo deve essere inserito sottocute a livello del braccio (non dominante) a circa 10 cm dalla piega del gomito, preferibilmente nel periodo che va dal 1° al 5° giorno di un ciclo natural
e. L’applicazione è semplice ed ambulatoriale ma deve essere fatta da un medico specializzato.    
Irma Mecca

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n. 10 / Dicembre 2017

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