Accesso vietato ...ai bambini?

“Qui i bambini non possono entrare”. Prende piede la tendenza “No Kids” e ad annunciare questa discriminante, nonché offensiva moda attuale è il portale di Repubblica. Alcuni ristoranti, hotel, voli aerei, stabilimenti balneari diventano vietati ai minori. Piangono, corrono avanti e indietro, giocano, sono rumorosi. Per carità. Meglio tener lontani i bambini da pizzerie, negozi, aerei, e godersi il tempo libero in santa pace.

La “No Kids Zone” è ormai una tendenza sempre più diffusa a livello globale. Nato in Usa ed esportato in Europa, il fenomeno ha contagiato anche i Paesi del nord, notoriamente molto attenti alle esigenze della famiglia. E in Italia sono sempre più numerosi i luoghi che sposano questa idea. I colossi dell’imprenditoria, che sulle esigenze dei potenziali clienti costruiscono floride strategie di marketing, non potevano lasciarsi sfuggire un’opportunità del genere, e non è un caso che esistano anche voli “childfree”, come quelli per Creta e Gran Canaria organizzati dalla compagnia inglese Thomas Cook Airlines, per lo più diretti verso villaggi e hotel che condividono la stessa filosofia.

Negli Stati Uniti, infine, la National Transportation Safety Board, agenzia che si occupa di sicurezza sugli aeroplani, ha scritto alla Federal Aviation Administration per far introdurre la regola “un passeggero-un posto”, vero e proprio dissuasore di mobilità infantile. La “moda” si sta espandendo a macchia d’olio anche tra resort e ristoranti e persino nei Paesi notoriamente “children friendly” del nord Europa. Nel Belpaese, pur non vigendo alcun divieto ufficiale, un target adulto è infatti preferito da tanti resort esclusivi, come l’hotel Mont Blanc in Valle d’Aosta, l’Alpin Garden in Val Gardena, il Palazzo Hedone a Scicli, provincia di Ragusa, l’Antico Casale di San Gimignano o la Scalinatella di Capri, piccolo ed elegantissimo cinque stelle arrampicato su via Tragara e considerato uno dei luoghi più suggestivi in cui soggiornare.

Posti bellissimi, che con la postilla “No Kids” garantiscono ai clienti il valore aggiunto di un soggiorno all’insegna della pace e del relax. “E’ una regola che abbiamo adottato sette anni fa e i nostri clienti sono felici così: quelli a cui non piace possono andare da qualche altra parte”, fanno sapere dal ristorante-pizzeria-pasticceria Sirani a Bagnolo Mella, nel bresciano, dove i bambini sotto i dieci anni possono entrare solo prima delle 21. Eppure, come spiega Barbara Casillo, direttore di Confindustria Alberghi, “non è possibile vietare l’ingresso ai bambini, lo proibisce la legge. Un albergatore è tenuto a respingere un cliente soltanto se non ha con sé un documento di identità”.

Irma Mecca

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n. 10 / Dicembre 2017

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