Quando il secondo figlio?

Le ragioni per cui una coppia decide di ripetere l'esperienza di avere un figlio possono essere tante, tra queste sicuramente rivivere l'emozione immensa della nascita, dare un fratellino o una sorellina al primogenito, ripercorrere la tenerezza delle tappe tipiche dei primi mesi di vita.
É chiaro che la scelta di avere un altro bambino non va presa alla leggera ma deve essere il frutto di una profonda riflessione. A volte però il desiderio di una seconda maternità si scontra con problemi pratici ed economici con cui le famiglie italiane, soprattutto le coppie giovani, troppo spesso devono fare i conti. Questo è quello che viene riportato sul sito di pianetamamma.it. Non è sempre facile definire una distanza ideale tra una gravidanza e un'altra perché le variabili che entrano in gioco sono molteplici. Tuttavia c'è da tener conto del fatto che la nascita di un secondo figlio può comportare delle modifiche anche di un certo peso nella crescita e nella gestione del primogenito. Un fattore da mettere in conto in ogni caso quando si decide di avere un altro figlio è la gelosia, sentimento da cui non sono immuni i bambini più grandi. Quando la differenza d'età è di circa un anno il problema della gelosia spesso non si pone, almeno quando i bimbi sono ancora piccoli. Per i genitori, soprattutto per le madri, crescere due bambini piccoli può essere un impegno molto gravoso, specie se non si può contare sull'aiuto di nonni o altri parenti. Invece un’eccessiva differenza di età tra i fratelli comporta situazioni diverse: il fratello maggiore spesso finisce per farsi carico della gestione del più piccolo, assumendo una responsabilità che non gli compete. Anche se considerato il più grande, è pur sempre un bambino piccolo che ha bisogno di sentirsi unico e le cui esigenze vanno rispettate. Fermo restando il concetto che non esiste una regola fissa, alla luce di queste riflessioni, l'intervallo migliore per mettere in cantiere un secondo figlio, quando è possibile, sembra essere l'età compresa tra i due anni e mezzo e i tre del primogenito. Tra l'altro, anche per quanto riguarda la mamma, due anni sono il periodo l'intervallo minimo perché l'utero possa tornare nelle condizioni ideali per affrontare una nuova gravidanza.
In definitiva, al di là dei calcoli, una troppo piccola, o al contrario, troppo grande differenza d'età comporta delle difficoltà diverse che vanno affrontate con serenità e buonsenso.
Irma Mecca

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf