Cavolo che bontà

Anche il cavolo ha il suo orologio biologico. Lo dimostra un recente studio, riportato sul sito Galileo.net, secondo il quale frutta e verdura rimangono vive ed attive anche dopo la loro raccolta. Addirittura è importante persino l’ora in cui le acquistiamo. Perché anche i cavoli, così come gli spinaci o le zucchine, hanno il loro ritmo circadiano, e in diverse ore del giorno hanno una fisiologia diversa, che può influenzare anche il profilo nutrizionale. A spiegarlo è uno studio pubblicato su Current Biology, che suggerisce come anche la modalità della conservazione pesi sulla qualità dei vegetali.
Le piante, a differenza degli animali, sono costituite da parti distinte, quali rami, foglie, radici e frutti, che possono metabolizzare e sopravvivere in modo indipendente l’uno dall’altro, continuando ad essere attive anche in seguito alla raccolta. “Gli ortaggi e la frutta, anche dopo essere stati colti, sono in grado di rispondere ai segnali della luce e conseguentemente cambiano la loro biologia in modo che possono influenzare i valori nutrizionali e la capacità di resistenza agli insetti” spiega Janet Braam della Rice University, a capo dello studio, che ha infatti osservato come il cavolo, la lattuga, gli spinaci, le zucchine, le patate dolci, i mirtilli e le carote, anche dopo la raccolta, mantengano il loro orologio biologico attivo.
Il fatto che i vegetali riescano a percepire la luce e che i cicli biologici continuano, costituisce un vantaggio per le piante, in quanto, per esempio, così riescono a modificare i livelli delle sostanze chimiche che li proteggono dagli insetti. Allo stesso modo, alcune sostanze prodotte dalla normale fisiologia delle piante sono importanti anche per gli effetti nutrizionali che esercitano sugli esseri umani, basti pensare agli antiossidanti.
Broccoli e cavoli sono preziosi per i loro principi nutritivi quali potassio, calcio, fosforo, ferro, acido folico, vitamina C. I cavoli contengono inoltre principi attivi anticancro al colon e alla prostata, aiutano a prevenire l’ulcera, curano l’anemia e indicati in caso di diabete nel controllare gli zuccheri nel sangue. Sono antibatterici, antinfiammatori, antiossidanti, antiscorbuto, depurativi, rimineralizzanti e favoriscono la rigenerazione dei tessuti.
Irma Mecca

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n. 10 / Dicembre 2017

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