Anoressia cause genetiche?

L’anoressia una malattia genetica? Lo attesta uno studio dello Scripps Translational Science Institute (TRSI) in California. Oltre tre milioni di persone, quasi tutte di sesso femminile, soffrono di anoressia riconosciuta come vera e propria malattia psichiatrica. Soltanto in Italia, 8-10 ragazze su 100 affette da anoressia sono giovanissime e sfiorano a malapena i dodici anni di età. Sono dati scientifici riportati sul sito mammedomani.it che destano non poco allarme.
Nello specifico lo studio dello Scripps ha analizzato l’andamento del Dna nelle ragazze che presentavano la patologia.
Quello che emerge è che il comportamento del gene EPHX2 è legato alla sintetizzazione del codice del metabolismo del colesterolo e, in questi casi, dove la patologia era ormai conclamata, era difettoso e quindi portava scompensi nel funzionamento del metabolismo della persona. Dopo studi condotti su circa 1200 pazienti anoressiche e 1948 persone sane, gli studiosi hanno riscontrato nel gruppo affetto dal disturbo alimentare una variazione del gene EPHX2, responsabile della sintesi di un enzima che regola il metabolismo del colesterolo, causando disfunzioni anche nel tono dell’umore.
Un dato coerente con gli alti livelli di colesterolo tipici dei pazienti anoressici. Secondo i ricercatori si tratterebbe di un grande passo in avanti nella comprensione di questa malattia.
Un team internazionale di ricercatori che rappresentano oltre 20 istituti di ricerca hanno potuto notare che la stragrande maggioranza di pazienti malati di anoressia evidenziavano varianti del gene EPHX2, con livelli elevatissimi di colesterolo nel sangue, pur essendo iponutriti.
Tali interessanti risultati meritano comunque delle ulteriori conferme e sarà necessario sviluppare cure che possano davvero risolvere la causa del problema.
Inoltre recenti studi di neuro-imaging, condotti a Padova attraverso risonanza magnetica cerebrale sul paziente, permettono di rilevare quali danni anoressia e bulimia rechino al cervello e alle sue funzioni e come vengano modificate le reti cerebrali.
Ne è emerso che esiste nelle pazienti una alterazione a livello cerebrale che coinvolge le capacità visive e porta a una percezione del corpo distorta.
Ciò che è stato rilevato è un difetto della memoria visiva: le pazienti anoressiche non memorizzano i cambiamenti della loro immagine allo specchio, ma enfatizzano la loro sensazione interiore, continuando a sentirsi grasse anche quando gravemente emaciate.        Irma Mecca

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n. 10 / Dicembre 2017

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