Più fertili a tavola

Da un recente studio pubblicato sul sito di La Stampa, una quantità maggiore di calorie a colazione, associata a una dieta ipocalorica durante la giornata, potrebbe essere la base per aumentare la fertilità in caso di sindrome da ovaio policistico (PCOS).
Sono molte le donne a soffrire della sindrome dell’ovaio policistico; un problema che coinvolge il ciclo mestruale, il sistema ormonale, l’ovulazione e, di conseguenza, anche la fertilità di una donna. Tra le cause più accreditate per questo tipo di disturbo, l’insulino-resistenza è senz’altro quello preso in maggior considerazione.
È grazie all’insulina se infatti il nostro organismo è in grado di regolare la glicemia al fine di far funzionare correttamente, fegato, muscoli e cervello. Se, tuttavia, ne produciamo in abbondanza a causa di un’alimentazione eccessiva associata a una vita sedentaria, l’eccesso di insulina viene lasciato fluire liberamente nel corpo.
Tra gli organi maggiormente colpiti dall’iperinsulinemia vi sono proprio le ovaie e l’utero. Nello specifico, l’insulino-resistenza causa un iperproduzione di androgeni che determinano uno squilibrio degli LH (ormoni correlati all’ovulazione) e una crescita anomala dell’endometrio.
A questo ciclo, apparentemente infinito, vi è una possibile soluzione suggerita dall’università di Tel Aviv insieme all’unità di diabetologia del Wolfson Medical Center. Secondo tale teoria, la gestione dei livelli di glucosio e insulina può essere migliorata modificando non solo il tipo di alimentazione ma, soprattutto, la tempistica con cui si assumono determinate quantità di cibo.
L’obiettivo principale, quindi, non è tanto la perdita di peso, quanto l’organizzazione dei pasti principali. In particolare, la colazione dovrebbe essere basata su un alto contenuto di carboidrati e proteine, mentre nel resto della giornata l’apporto calorico andrebbe ridotto notevolmente per diminuire l’insulino-resistenza. In breve tempo si dovrebbero ottenere già i primi effetti di riduzione dei livelli di testosterone con un aumento esponenziale della frequenza ovulatoria, quindi della fertilità.
Tale studio pone le basi su una terapia semplice e facilmente gestibile anche da soli, che non solo potrebbe aiutare in caso di infertilità, ma anche in tutti problemi associati a questo tipo di disturbo come la perdita dei capelli, l’acne e l’irsutismo. Senza considerare l’eventuale protezione contro il diabete di tipo 2.    
Irma Mecca

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n. 10 / Dicembre 2017

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