Più felici al lavoro

Secondo una ricerca di due università statunitensi, Penn State e Akron, le donne che riprendono il lavoro dopo aver avuto un bambino stanno meglio, fisicamente e mentalmente, rispetto a quelle che lo hanno abbandonato o fanno un part-time. È quanto rivela il portale di Repubblica nella sezione del benessere donna. Conciliare lavoro e casa non deve spaventare le neo-mamme. Anzi, chi tra loro è in grado di occuparsi della famiglia e non abbandonare la carriera è più sana e più felice di chi non lo fa. È la tesi a cui sono giunti i ricercatori al termine di uno studio su 2.540 donne diventate madri.
La ricerca sostiene che riprendere il lavoro a tempo pieno migliora le condizioni fisiche e mentali di una donna. Quelle che sono tornate al full time sono più in forma, hanno più energia e sono meno a rischio di ammalarsi di depressione rispetto a quelle che invece hanno optato per la mezza giornata o hanno smesso, per scelta o meno, di lavorare. Questo perché le mamme lavoratrici non si “appiattiscono” nella cura della casa e della famiglia, ma hanno un luogo in cui esprimere preparazione e competenza e dove sentirsi gratificate.
Secondo i risultati dello studio, le donne in condizioni psico-fisiche peggiori sono quelle “disoccupate non per scelta”. Se questo esito è scontato, meno lo è il fatto che anche il part-time non gioverebbe alla salute, forse perché, essendo meno retribuito, offre meno sicurezza, indipendenza e possibilità di carriera.
“Non cedete ai compromessi. Non rinunciate alle vostre ambizioni, agli studi e alla carriera. Lavorare fa bene”, assicura Adrianne French dell’università di Akron, che dal meeting annuale dell’American Sociological Association, svoltosi a Denver, lancia un appello alle donne che diventano madri. “Il lavoro - spiega l’esperta - migliora la salute fisica e mentale delle donne perché migliora l’autostima e permette di raggiungere degli obiettivi, di mantenere un controllo sulla propria vita e di sentirsi autonome. Le donne che interrompono il lavoro poi incontrano più ostacoli”, avverte French che sulla base dei risultati dello studio suggerisce per esempio di “rimandare il primo bimbo a dopo il matrimonio e a dopo la fine degli studi”, e di “non aspettare troppo per ritornare al lavoro dopo aver avuto un figlio”. E’ necessario dunque investire tempo e impegno nell’istruzione e nel raggiungimento delle proprie aspirazioni, perché in genere sono le donne quelle che per la famiglia finiscono con l’accettare più compromessi.
Irma Mecca

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n. 10 / Dicembre 2017

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