Allergia all’uovo

Allergia all’uovo

Allergia all’uovo

Alle uova sono allergici l’1,5-1,8% dei bambini tra gli 0 e i 2 anni. A differenza di altre allergie alimentari, questa può scatenare manifestazioni già al primo contatto. È una notizia interessante apparsa sul sito del Corriere della sera. “Talvolta i bambini nascono già allergici o lo diventano nei primi mesi, quando l’uovo non è stato ancora introdotto nella loro alimentazione, probabilmente perché la sensibilizzazione, cioè l’attivazione della risposta immunitaria contro l’alimento, è avvenuta durante la gravidanza, l’allattamento o addirittura per via aerea” spiega Alessandro Fiocchi, responsabile dell’Unità di allergologia dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. La risposta allergica varia dalla dermatite atopica al temibile shock anafilattico, reazione generalizzata che comporta difficoltà respiratorie crescenti e che può essere mortale se non si interviene subito. L’aspetto caratteristico di questa allergia è che i sintomi in genere insorgono poco dopo l’assunzione dell’uovo. Un forte mal di pancia, con diarrea e vomito, la comparsa di orticaria, il peggioramento della dermatite atopica, così come alcuni disturbi respiratori (come rinite o asma), che compaiono dopo aver mangiato uova o cibi che le contengono sono tutti segnali di una possibile allergia e dovrebbero indurre ad alcuni accertamenti. Di solito scompare da sola con la crescita e ha una durata media di circa 3 anni. La terapia, spiega l’allergologo Fiocchi, consiste nell’eliminare dalla dieta l’uovo e gli alimenti che lo contengono, per poi provare a reintrodurlo seguendo tempi e modalità specifiche. Attualmente l’uovo viene introdotto nella dieta del bambino tra il settimo e l’ottavo mese, partendo dal tuorlo per poi passare all’albume. Recenti studi indicano che l’introduzione precoce potrebbe favorire la tolleranza riducendo il rischio di sensibilizzazione allergica, mentre fino a non molto tempo fa si credeva l’opposto: ovvero che fosse meglio ritardarne l’introduzione. In ogni caso è consigliabile, nei bambini a rischio perché affetti da dermatite atopica o da altre allergie, eseguire i prick test (test cutanei per determinare le allergie) prima di somministrare l’uovo. Un’osservazione curiosa che è stata fatta in tempi recenti è che i bambini allergici all’uovo prima di diventare tolleranti con la crescita, diventano insensibili all’uovo cotto al forno. Probabilmente perché la cottura riduce l’allergenicità delle sue proteine. Irma Mecca

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n. 10 / Dicembre 2017

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