Una legge di civiltà

Una legge di civiltà

Una proposta di legge che mette tutti d’accordo: da destra a sinistra, nel segno della civiltà. Stiamo parlando dell’approvazione in Consiglio regionale della proposta di legge per il contributo a sostegno dell’acquisto di parrucche per pazienti oncologici, sottoposti a chemioterapia.
“La Puglia muove un passo in avanti sul fronte del welfare e dei diritti dei cittadini. Accorcia le distanze con le Regioni più all’avanguardia in tema di politiche socio- assistenziali. Ma soprattutto dimostra come, di fronte ai bisogni dei più fragili, la politica sappia fare quadrato e dare risposte unanimi, al di là delle appartenenze”. Così i consiglieri di Forza Italia -Andrea Caroppo, Domenico Damascelli, Francesca Franzoso, Giandiego Gatta, Nicola Marmo - a seguito dell’approvazione all’unanimità della proposta di legge avanzata proprio dal gruppo forzista.
Da oggi in poi ogni paziente oncologico, donna o bambino, residente in Puglia, ha diritto ad ottenere un contributo di 300 euro per l’acquisto di una parrucca. Seicento mila euro costituiscono il fondo annuo a disposizione. “Un piccolo gesto  - continuano - che può alleviare le sofferenze di chi vive un calvario. Se si parte infatti dal presupposto che bisogna curare la persona con la malattia, e non soltanto la malattia, la legge approvata oggi rappresenta uno strumento di sostegno psicologico ai pazienti”.
“La proposta, arrivata dai banchi dell’opposizione, trova la nostra piena condivisione perché le malattie oncologiche e i loro risvolti rappresentano uno dei nostri principali assilli. É compito anche delle istituzioni ricercare tutti i mezzi possibili per aiutare ad alleviare la patologia, rendendola compatibile con la vita quotidiana del malato”, spiega invece il presidente del gruppo Pd in Consiglio regionale, Michele Mazzarano. “Il problema della perdita dei capelli – ricorda Mazzarano – è sicuramente il segno più evidente della malattia ed è più sentito per le donne. É una condizione che predispone i malati alla chiusura in sé stessi e all’allontanamento dai momenti di condivisione sociale, perché incrina il loro rapporto col contesto in cui vivono”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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