SOS olio di palma

SOS olio di palma

Attenzione a cereali, cracker, biscotti, snack, creme spalmabili, merendine e gelati industriali. Ma anche ai prodotti per la primissima infanzia: dal latte di proseguimento ai biscotti che si sciolgono nel biberon. Assumere cibi che contengono olio di palma è una scelta che potrebbe portare a conseguenze gravi per la salute. L’ulteriore conferma arriva da uno studio italiano: l’olio di palma - dicono le Università di Bari, Padova e Pisa, in collaborazione con la Società Italiana di Diabetologia - è in grado di distruggere le cellule del pancreas che producono l’insulina. Nello studio portato avanti da Francesco Giorgino, professore dell’Università di Bari e coordinatore della ricerca, e come riporta il sito de Il Fatto Alimentare, questo provoca danni irreversibili a carico del sistema cardiovascolare e il diabete mellito.

La proteina p66Shc - ha spiegato il professor Giorgino all’Adnkronos - è un potente induttore di stress ossidativo a livello cellulare. Agisce promuovendo la formazione di specie reattive dell’ossigeno, che sono in grado di danneggiare e uccidere le cellule. E funge anche da amplificatore di altri fattori in grado di promuovere lo stress ossidativo, quali l’iperglicemia nel diabete e un aumento della produzione di fattori coinvolti nell’infiammazione”.

L’olio di palma non è solo dannoso per la salute, ma anche per l’ambiente: infatti lo studio ha coinvolto anche le più importanti associazioni impegnate nella difesa dell’ambiente, dal WWF a Greenpeace. La palma da cui si estrae questo olio è coltivata soprattutto in Indonesia e Malesia. Per produrre quest’olio vengono distrutti molti spazi di foresta tropicale. Nel ‘95 la percentuale era scesa già e si pensa che si azzererà entro il 2020. Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione il WWF ha chiesto ai consumatori di prestare più attenzione ai prodotti che si portano a casa. Meglio per l’ambiente (e per la salute) scegliere un prodotto oil free.
Irma Mecca

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n. 10 / Dicembre 2017

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