Tablet e batteri

In genere siamo molto attenti all’igiene personale, ma in realtà non ci accorgiamo di avere spesso tra le dita alcuni oggetti tra i più ricchi di batteri in assoluto insieme alle borse e alle tavolette del WC: smartphone e tablet.
Secondo quanto riportato sul sito di Focus, l’Università del Surrey ha analizzato le colonie di batteri presenti sulle superfici e negli interstizi degli smartphone di oggi. I ricercatori hanno infilato degli smartphone in una serie di piastre di Petri; si tratta di piatti rivestiti con una sostanza adatta alla crescita batterica chiamata Agar.
Lo scopo della coltura è di esacerbare le varie tipologie di batteri presenti stimolandone la crescita, così da renderli evidenti anche ad occhio nudo.

In appena tre giorni, il telefono ha prodotto almeno una decina di diversi tipi di batteri.
I ceppi scovati erano per lo più innocui, ma è stata evidenziata anche la presenza di staphylococcus aureus, un batterio normalmente presente nelle narici dell’uomo e in grado di causare infezioni sulla pelle. Simon Park, uno dei biologi coinvolti, ha spiegato: “Da questi risultati, sembra proprio che il telefono non ricordi soltanto i numeri di telefono ma anche la storia dei nostri contatti fisici e personali con le altre persone, col suolo e con gli altri materiali. L’esperimento è servito per mostrare in modo diretto e un po’ forte quanto siano contaminati i telefoni delle persone.”

E’ bene dunque avere cura dell’igiene anche del nostro supporto tecnologico attraverso semplici azioni quotidiane, passando semplicemente un panno in microfibra umido ogni giorno sul nostro smartphone o tablet.
Ma nel caso in cui sul proprio dispositivo si sia “accomodato” un virus più resistente, come ad esempio quello dell’influenza, in questo caso per debellarlo è necessario utilizzare qualche detergente apposito per smartphone che, a detta dello studioso, sarebbe grado di uccidere il 99.9% dei batteri e dei virus.
Irma Mecca

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n. 10 / Dicembre 2017

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