Ridere è cosa seria

Ridere è cosa seria

Ridere è una facoltà innata che possiedono tutti i bambini che iniziano a sorridere al mondo sin dai primi mesi. Esistono giochi o smorfie universali che li fanno così tanto divertire e perché? A rivelarlo è uno studio riportato sul sito di Repubblica e condotto dal dottor Caspar Addyman, un ricercatore del Centro per il Cervello e lo Sviluppo Cognitivo presso l’Università di London Birkbeck.

Il ricercatore ha creato un questionario molto dettagliato per i genitori chiedendogli anche di inviare un breve rapporto e dei filmati che mostrassero cosa fa ridere i loro bambini. Finora 1.400 genitori da 25 paesi hanno risposto a svariate domande per sapere se c’è un’ora particolare della giornata in cui sono più propensi a ridere o quali giochi e rime trovano più divertenti. “La grande sorpresa è stata che, contrariamente a quanto la maggior parte delle persone ritiene, la risata è presente già da un’età molto precoce”. Il 90% dei bambini ha sorriso già nei primi due mesi di vita ed ha riso già poche settimane dopo. Al contrario, un piccolo gruppo ha riportato che i loro figli non hanno mai riso nell’arco dei primi dodici mesi. “Questo suggerisce che ogni bambino ha una sua diversa inclinazione caratteriale che è presente sin dalla nascita” spiega l’esperto. “La risata è prima di tutto un fenomeno sociale.

Si ride in compagnia. Uno dei risultati emersi chiaramente da quest’indagine è che non è necessariamente ciò che facciamo, ma semplicemente il fatto che siamo insieme ai nostri bambini a contare. È questo il motivo per cui loro sono felici”. Inoltre esplodono in fragorose risate più i maschi che le femmine. “E le occasioni sono quelle classiche: il bagnetto, lo specchio, il solletico, il cucù e i compagni di gioco. Sono comportamenti che li fanno ridere, ma si tratta anche di un’esperienza che crea un legame profondo”. Inoltre, c’è da considerare che, nel primo anno di vita, sorrisi e lacrime sono il solo modo che i neonati hanno per comunicare. “Il pianto segnala che c’è qualcosa che non va e che vogliono cambiare, mentre il sorriso e la risata sono l’opposto, è il loro modo per dirci di continuare a fare ciò che stiamo facendo perché gli piace”.           
Irma Mecca

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n. 10 / Dicembre 2017

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