Incanto e infinite possibilità: le meraviglie dell’orto

Incanto e infinite possibilità: le meraviglie dell’orto

Un viaggio tra profumi e delizie, dai giardini francesi fino al mercato della Vucciria
“La favolosa storia delle verdure”, tra suggestioni letterarie e ispirazioni culinarie
di Antonella Moffa - ‘libraia’

“Perché le carote fanno gli occhi belli, e i bambini nascono sotto i cavoli?”, la risposta a queste domande e ad altre mille curiosità la troviamo nel libro “La favolosa storia delle verdure” di Evelyne Bloch-Dano edito per i tipi di Add. Questa meravigliosa biografia delle verdure, ci dimostra come al di là di tutti gli attualissimi dibattiti sulle abitudini alimentari di tendenza, come potrebbero essere quelle vegane e vegetariane, le verdure in tutta la loro affascinante complessità e varietà sono da sempre parte integrante e fondamentale del nostro modo di vivere ed alimentarci.
Una narrazione affascinante e raffinata, che attraverso l’esperienza personale dell’autrice, ci conduce mano per mano da un’infanzia vissuta in tantissimi orti e giardini della Francia, fino a giungere in età adulta ad altri luoghi del cuore, scintillanti di una bellezza rara e genuina, come il mercato della Vucciria a Palermo. Sfogliando le pagine, non si ha solo la sensazione di leggere una storia personale, nemmeno quella di consultare le pagine di un erbario o di un libro di botanica, ma si prova la piacevolissima sensazione di essere rapiti da una scrittura in grado di comunicare il profumo del timo, della santoreggia, del dragoncello e del basilico. Una scrittura affilata e sensuale che riesce a trasmettere il profumo e la consistenza della polpa del melone, della croccantezza della rapa rossa, la scioglievolezza dei piselli e la morbidezza delle fragole.
“Il cibo è ciò che ci mantiene in vita, ma è anche quello che ci lega all’ambiente circostante, alla nostra storia, alla nostra società, alla nostra epoca e al nostro status sociale: agli altri”, così Evelyne Bloch-Dano ci insegna come il cibo in generale ed in particolare le verdure facciano parte del nostro modo di essere e di vivere appunto, e lo fa mostrandoci come il dibattito sul cibo abbraccia gli ambiti più disparati dall’arte, alla letteratura, alla sociologia. I rimandi a scrittrici quali Colette e George Sand che come lei hanno amato la vita dell’orto, oppure i riferimenti ad artisti che hanno fatto del cibo e degli ortaggi parte delle loro opere d’arte, come i meravigliosi quanto bizzarri dipinti di Arcimboldo, con le sue teste costruite con la combinazione di ortaggi, sono solo una parte di tutte le curiosità che possiamo rintracciare in questo libro, che potrebbe apparentemente passare inosservato.

L’IDEA IN PIU’
Ovviamente oltre alle note di carattere storico, letterario e persino mitologico, questa biografia diventa a tratti anche un vero e proprio libro di cucina, in quanto Evelyne ci suggerisce tantissimi modi di cucinare le verdure che più ama, non a caso infatti anche cucinare le verdure nel rispetto della loro essenza e di quello che sono in grado di trasmettere a chi le mangia, diventa un atto d’amore dovuto. Non si può non rimanere stupiti di fronte alla “purea di radici” a base di rape, carote, pastinache e cipolle, oppure ai deliziosi “pomodori alla Lucia” con le guance in fiamme e il cuore fresco, che ricordano vagamente la Sherazade delle Mille e una notte. Assolutamente da non perdere la ricetta sulla tajine di verdure, un piatto tipico della cucina nord-africana a base di carne in umido e verdure che prende il suo nome dal tipico recipiente in terracotta smaltata all’interno del quale viene cucinato. Il segreto di Evelyne per rendere la vostra tajine unica? Un peperoncino molto particolare “fonte di gioia e bellezza”. Concludiamo il nostro viaggio tra gli ortaggi con la citazione che la nostra autrice ha utilizzato per aprire il suo libro: “Alla fine, è solo questione d’amore”!


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n. 10 / Dicembre 2017

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