Dal silenzio al riscatto: la storia di Vittoria

Dal silenzio al riscatto: la storia di Vittoria

Nasce da una provocazione il romanzo di Ida Maria Iannelli, autrice dauna
‘Ricordi da un lungo silenzioso autunno’ sarà presto anche una pièce teatrale

Una donna coraggiosa nel suo silenzio: è Vittoria, una donna realmente esistita tra l’Ottocento e il Novecento, e dal vissuto non facile. E’ la protagonista raccontata da Ida Maria Iannelli (in foto), autrice dauna, nel suo primo romanzo, Ricordi da un lungo silenzioso autunno.
Una storia, quella di Vittoria, che Iannelli ben conosce, perché raccontatale da una persona alla quale promise che, se un giorno l’avesse resa pubblica, non avrebbe mai rivelato il suo vero nome. “Ognuno di noi quando legge un libro vuole scoprire chi sia la protagonista, quali siano luoghi in cui si muove - spiega l’autrice - soprattutto in un centro piccolo come quello in cui abito, Pietramontecorvino. Dopo la pubblicazione del romanzo, è partito il ‘toto-Vittoria’: in molti mi chiedevano chi fosse l’eroina romantica protagonista del mio libro, soprattutto sapendo che era una persona da me conosciuta, quindi forse del mio stesso paese. Non l’ho mai detto a nessuno e mai lo dirò, perché l’ho promesso e perché fondamentalmente penso che il vero fulcro di un’opera sia la storia in sé, la storia vissuta, il messaggio che ci lascia”.
Un insegnamento che, a differenza del silenzio in cui era relegata Vittoria, grida a gran voce una voglia di riscatto e ribellione mai urlata, ma fatta di sorriso e dolcezza: denuncia e amore come risposta alla violenza subita.
Dopo aver perso suo padre all’età di sei anni, entra a far parte della sua vita il nuovo compagno della madre, che porterà non poco scompiglio in famiglia. Sua nonna, impietositasi, decide di tenerla con sé, ma la fanciulla è costretta a trovarsi un lavoro per collaborare all’economia domestica. Figlia di una mentalità che prevedeva come unica risposta ad un sopruso la pratica dell’abbassare la testa, dello ‘zitta e annuisci’, la ragazza non si ribella alle punizioni della sua padrona e non si ribella neanche alla violenza del rampollo di casa, da cui nascerà un figlio che la remissiva Vittoria accoglierà comunque amorevolmente. “Una vita così è una non vita   racconta l’autrice - ma è un continuo autunno, un’unica monotona stagione e che purtroppo è non la primavera”.
Il desiderio del riscatto è anche quello che ha spinto Iannelli a impugnare la penna per far conoscere al mondo la sua protagonista: “Ho iniziato a scrivere solo tre anni fa, mossa dall’intensità della storia di Vittoria e da quell’amore genitoriale a lei negato, che io invece ho ricevuto in dosi così massicce”, continua.
Una storia nelle storie, quindi: donne che s’incrociano in un unico destino. Ma quella di Vittoria, per tanti anni sottaciuta e costretta al silenzio, non resterà relegata solo alle pagine di un romanzo: “Di Ricordi da un lungo silenzioso autunno sto curando una riduzione teatrale - spiega Iannelli - che metterò in scena con la mia compagnia ‘In cerca di autore’: il mio intento è quello di far conoscere questa storia anche in altre forme, non solo quella letteraria”. Nuovi canali d’espressione, quindi, necessari per carpire l’attenzione di una società che va sempre più veloce, incapace di immaginare una vita vissuta ad elargire silenziosamente amore dall’angolo di una cucina.
“Sono orgogliosa del mio lavoro - conclude l’autrice - e credo che lo sarebbe stata anche Vittoria: lanciare una provocazione, riscattare una figura come quella di questa donna (simile, nelle sue sventure, a tante altre della sua generazione, sempre chine e ligie al dovere) è per me un importante risultato che porterà fuori dal tunnel della violenza e del silenzio le vittime di questo meccanismo crudele”.
 Leonarda Girardi

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n. 10 / Dicembre 2017

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