Il segreto de “I biscotti di Baudelaire”

Il segreto de “I biscotti di Baudelaire”

Il ricettario di Alice B. Toklas, “condito” di storie dell’esclusivo circolo letterario
Dal branzino servito a Picasso al dolce “energizzante”: una bella lettura e tante idee per le cene con gli amici
di Antonella Moffa - ‘libraia’

Quando nel 1907 la scrittrice statunitense Gertude Stein, incontra a Parigi Alice B. Toklas, saprà forse fin da subito che quella donna apparentemente timida e dimessa, presentatale da una comune amica, sarebbe stata la compagna di una vita. Alice Toklas sarebbe stata per la Stein più di un’amica, un’amante, una confidente, una musa, una critica delle sue opere: insomma, il loro è stato un amore a tutto tondo, nonostante i ripetuti tradimenti della Stein, e resta certamente una delle relazioni più celebri della storia LGBT. Le due scrittrici vissero in una relazione quasi matrimoniale per tutta la loro esistenza, fino alla morte di Gertrude, inaugurando nel periodo a cavallo delle due guerre mondiali, un salotto artistico-letterario attorno al quale gravitavano artisti del calibro di Hemingway, Picasso, Fitzgerald, Matisse e tanti altri.
Ed è proprio dal bagaglio di ricordi, aneddoti e storie di questi anni vissuti intensamente, che verrà pubblicato negli Stati Uniti il libro “The Alice B. Toklas Cook Book”, tradotto successivamente in Italia per i tipi di Bollati Boringhieri con il titolo “I biscotti di Baudelaire”. Un memoir divertentissimo, ricco di spunti, aneddoti, racconti, tanto brillante che per certi versi è assimilabile ad un meraviglioso libro di avventure, ma l’aspetto che lo rende ancora più interessante è la presenza di numerosissime ricette culinarie, che fanno di questo libro qualcosa di raro ed affascinante. La Toklas, nativa americana ma francese d’adozione, scrisse principalmente questo libro per un pubblico di lettori americani ma anche soprattutto per mettere a confronto due tradizioni culinarie diametralmente opposte, nonché l’atteggiamento generale nei confronti del cibo di due popolazioni molto diverse.
“I francesi - dice la Toklas - hanno un modo tipicamente francese di accostarsi al cibo; mettono nel considerare l’importanza della buona cucina, lo stesso rispetto, impegno, intelligenza e interesse che riservano alle altre arti, alla pittura, alla letteratura e al teatro”. Tra gli aneddoti più interessanti riportati dalla Toklas, c’è sicuramente quello riguardante Picasso.
Un giorno al pittore, invitato a colazione a casa delle due scrittrici, venne servito un branzino cucinato in base alle regole della nonna di Alice, secondo cui il pesce trascorrendo la propria vita nell’acqua, una volta pescato non avrebbe più dovuto avere contatti con quell’elemento, quanto piuttosto essere arrostito oppure affogato nel vino, nel burro o nella panna. Il “capolavoro” servito a Pablo Picasso consisteva in un pesce cucinato con vino bianco e spezie e servito con una “maionese rossa” perché diluita con concentrato di pomodoro, uova sode, tartufi ed erbe fini. Pare che quando il piatto venne servito, la meraviglia del pittore fu incontenibile, e poi aggiunse: “Non sarebbe stato meglio prepararlo in onore di Matisse che mio?”
Tra le ricette più insolite proposte dalla Toklas c’è sicuramente quella che dà il titolo al libro “I biscotti di Baudelaire”, che in realtà è una ricetta suggeritale dall’amico Brion Gysin scrittore e poeta inglese che successivamente prese parte al gruppo della Beat Generation. Oltre ad essere biscotti profumati di spezie esotiche, avevano una particolarità che li rendeva “il cibo del paradiso, dei Paradisi artificiali di Baudelaire. In Marocco dicono che serva a tenere lontani i raffreddori durante gli inverni umidi. Se vi lascerete andare potrete provare quasi tutto quello che provò Santa Teresa…”.
L’ingrediente, nemmeno troppo segreto, che rendeva questi biscotti perfetti per le giornate di pioggia, era un mazzetto di cannabis sativa tritato nell’impasto. Dunque il libro della Toklas vale una bella lettura e tante idee per le cene con gli amici.

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n. 10 / Dicembre 2017

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