Come Maria Antonietta: tutte regine a tavola

Come Maria Antonietta: tutte regine a tavola

Ispirazioni regali per pranzi e cene di grande effetto per stupire i vostri ospiti
Quaranta ricette ispirate ai prodotti del cuore della regina di Francia
di Antonella Moffa ‘libraia’


“Se non hanno il pane, che mangino le brioches”. La nota frase attribuita, a torto o ragione, a Maria Antonietta, regina di Francia, ci fornisce l’idea di una donna viziata, capricciosa, frivola e dedita al lusso, tuttavia pochi sanno che la regina di Francia era una sincera amante della vita semplice e genuina, vissuta molto spesso lontano dalla scintillante corte di Francia.
Ed è proprio tra aneddoti, riferimenti storici e ricostruzioni della società e della moda del tempo, che il libro “A Tavola con Maria Antonietta” di Michèle Villemur, edito per i tipi di Clichy, ci restituisce un’immagine insolita di questa donna dalla vita scintillante e dal tragico destino.
Icona del suo tempo, per il suo gusto elegante e raffinato, la regina aveva eletto a suo rifugio personale dagli affanni e dalle tensioni della corte parigina, il castello del Petit Trianon attorno al quale sorsero col tempo incantevoli giardini ed orti nonché numerosi cottage, un luogo bucolico e allo stesso tempo di grande bellezza dove la regina amava intrattenersi solo con gli amici e gli ospiti più cari.
Probabilmente quando nel 1774 il re Luigi XVI aveva regalato alla sua giovane sposa una chiave tempestata di diamanti che permetteva l’accesso al Petit Trianon, non sapeva ancora che la sua consorte avrebbe fatto di quel castelletto in campagna un luogo ameno di delizie e raffinatezze oltre ogni immaginazione, una sorta di microcosmo autosufficiente dove la vita scorreva lenta e meravigliosa, improntata allo spirito di libertà diffuso dalle idee illuministe dell’epoca.
La regina amava moltissimo offrire ai suoi ospiti le pietanze che più amava, scelte e fatte preparare seguendo i canoni della filosofia di Rousseau. Amava moltissimo le carni bianche, o i consommè con gli uccellini dalle carni delicate, tuttavia essendo una donna non troppo attenta alla linea, amava allo stesso modo i dolci, sia quelli della tradizione viennese che le ricordavano la sua infanzia, sia i bignè e i croissant della sua patria d’adozione.
Le pagine del libro di Villemur, ci forniscono quaranta ricette ispirate al gusto e ai prodotti dell’epoca, rivisitate in chiave moderna ed attuale.
In questo percorso storico-culinario l’autore ci offre un’ideale carrellata di ricette che avrebbero accontentato i gusti sofisticati della regina di Francia e dei suoi commensali, ma che lasciano a bocca aperta anche noi.

Menù da favola
Se per un giorno volete provare l’ebbrezza di sentirvi una regina anche a tavola o volete stupire i vostri ospiti con una cena decisamente sopra le righe, ispirata alle regole di gusto del buen retiro della nostra Maria Antonietta, allora vi suggeriamo un menù che non vi lascerà scontenti. Potreste iniziare la vostra cena con un tortino di asparagi in purea aromatizzato alla radice di cerfoglio, un antipasto dal gusto deciso e allo stesso tempo delicato, infatti gli asparagi all’epoca erano molto apprezzati serviti con olio o anche con della besciamelle, si trattava di ortaggi talmente buoni da produrre addirittura estasi e svenimenti.
A seguire potreste optare per una portata con del nasello al beurre blanc con zucchine fritte e zafferano, infatti il burro salato che si trova abbastanza facilmente anche nei nostri supermercati, era un alimento molto utilizzato all’epoca per accompagnare le verdure.
A concludere la vostra cena un dessert di sicuro impatto: i petit choux con crema alle rose, si tratta di chicche invitanti, di bignè di piccolo formato dal nome suggestivo, che la regina utilizzava per chiamare suo figlio Carlo, definito appunto chou d’amour.


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n. 10 / Dicembre 2017

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