Due cuori e una capanna

Due cuori e una capanna

La lotta tra i sessi nella scelta della casa dei sogni. E il capitolo “arredamento” deve ancora iniziare…

Briseide ad Achille

“Se puoi sognarlo, puoi farlo!”. Fateci caso, tutte le scelte - soprattutto quelle più importanti della nostra vita - cominciano così: fantasticando. Ed è stato proprio così, in un qualsiasi pomeriggio di settembre scorso, che io e Adriano prendemmo, quasi senza accorgercene, la decisione di comprare casa.

Iniziarono subito le prime ricerche di annunci immobiliari, e iniziarono subito le prime divergenze sulla metodologia di ricerca: lui leggendo annunci in bella vista per la città, io consumando gli occhi dietro ad ogni rivista e portale web di Foggia. Ormai li conosco tutti a memoria, e se facessero ancora “Scommettiamo che…?” farei certamente la mia porca figura! Nulla doveva sfuggirmi, e così mi convinsi che, a furia di cercare, avrei sicuramente trovato la casa che desideravo al prezzo che volevo. Semplice no?

E invece, no. La verità è che mi trasformai in una stalker di agenti immobiliari, con telefonate alle sette meno cinque del mattino, perché ogni momento era buono per chiedere informazioni o per spulciare un annuncio. Sì, anche in bagno.
Ma torniamo a lui, dove l’avevamo lasciato? Ah si, è ancora lì in macchina che legge un annuncio approfittando di un banalissimo semaforo rosso. Capirete bene che per me da qui alla Guerra dei Roses il passo sarebbe stato breve, quindi seguirono una serie di amabili frasi quali “a te non te ne frega niente!”, che poi affinai con un più tagliente e sottile “a te non importa quanto me!”.

Ma anche qui la verità è un’altra. La verità è che noi donne ci fissiamo e tutte, prima o poi, (io prima) cediamo alla nostra componente uterina. Se poi, di fianco, ci ritroviamo un degno rappresentante del genere maschile della serie “take it easy” - che nella mia fattispecie assomiglia di più ad un “porgi l’altra guancia” - si rende il tutto ancora più… come dire… interessante? No, snervante! Visionammo circa una decina di appartamenti, lui senza palesare emozioni, io innamorandomi di ogni casa vista e partorendo ogni genere di sproloquio atto a sostenere la validità delle mie scelte.

Alla fine trovammo casa per caso: un annuncio pescato dalla mamma di Adriano ci portò a vedere un appartamento, e poi, su proposta dell’agente immobiliare, ci ritrovammo a visitare anche altri immobili. Sotto la voce “altri” trovammo la nostra, di casa. Abbiamo da poco stipulato il rogito, ed ora comincia il capitolo “arredamento”. Lui ama lo stile moderno, io lo “shabby chic”, ma ora ho imparato che non serve a nulla scalpitare per cercare di avere la meglio sugli eventi della vita, e lascerò che tutto scorra secondo natura. Insomma, ancora una volta avevi ragione tu, mio caro, amatissimo Walt Disney.

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n. 10 / Dicembre 2017

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