L’amore ai tempi dei social

L’amore ai tempi dei social

Quando il corteggiamento virtuale rischia di trasformarsi in un flop

Fillide a Demofoonte
Purtroppo i bei tempi dell’antica Grecia, in cui valorosi eroi o lussuriosi dei conquistavano in poco tempo la donna desiderata, sono finiti: la razza umana deve aver – giustamente - pensato che scatenare una guerra per una donna non vale sicuramente la pena. Tuttavia, gli uomini evoluti hanno perso per strada un gene: quello della praticità nei propri affari di cuore, collocandosi così da un estremo all’altro della scala di gradimento delle donne.

Eliminate lettere, poesie struggenti e goffi tentativi di approccio, i conquistatori all’epoca di internet sono tutto fumo e niente arrosto. Per far nascere una storia d’amore (seria) è necessario infatti rivivere tutte le fasi della guerra del Peloponneso, con relative sconfitte, rivincite e attacchi a sorpresa orchestrati – niente popodimeno che – dalle donne. Prima bisogna far colpo fisicamente, magari attraverso le proprie foto ammiccanti su Facebook. In seguito possiamo considerarci interessanti in base al numero di “like” che lui ci ha concesso. Dopo aver sostato per mesi in questo pantano fatto di spionaggi alle sue ex, severa analisi delle fotografie in cui lui viene taggato e interpretazione dei suoi status, si passa alla fase successiva: il numero di telefono, o meglio, WhatsApp. Perché in amore non vince chi fugge ma chi visualizza e non risponde su questo nuovo strumento di comunicazione. Gli eventuali scambi di messaggi e chat hanno sempre un contenuto ambiguo perché – da nessuna delle due parti – c’è la volontà di mostrarsi vulnerabili e coinvolti.

Proprio come una guerra, occorre fare la mossa giusta prima di essere declassata a una delle tante da inserire nella lista “disponibili” su Facebook. E di cui magari lui si ricorderà solo dopo aver esplorato altri lidi. Poi si passa agli appuntamenti, che non sono appuntamenti: beccarsi in giro nel locale di moda del momento non significa uscire insieme. E magari lui ha invitato almeno altre tre ragazze con cui sta flirtando contemporaneamente. Giusto per vedere quale delle tre sta meglio con i tacchi a spillo. Da questo momento in poi, sono poche quelle che la spuntano: c’è colei che riesce ad ottenere un appuntamento vero dall’oggetto del suo desiderio e colei che invece incontra Paride.

La prima deve continuare la sua guerra: tenere duro di fronte ad interminabili caffè in cui si parla del nulla, magari organizzati strategicamente nel solito locale noto per farsi vedere da tutta la città e marcare così – indirettamente – il terreno. La seconda invece ha indirettamente ricevuto un dono dagli dei: perché il maschio Paride sa quello che vuole, ti prende e ti porta via, proprio come l’omonimo protagonista della mitologia. E, soprattutto, non esita a cambiare lo status da single a “fidanzato ufficialmente” su Facebook, perché chi ama davvero, non perde altro tempo.

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n. 10 / Dicembre 2017

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