Osteoporosi in menopausa

Osteoporosi in menopausa

Fragilità e indebolimento osseo
Tra prevenzione e difesa: cosa c’è da sapere
di Tiziana Celeste

L’ osteoporosi è una patologia che si caratterizza per un graduale indebolimento della robustezza ossea e si accompagna alla comparsa di fratture provocate dalla fragilità ossea. Nella donna anziana vi sono fattori aggiuntivi che contribuiscono significativamente all’aumentata frequenza di frattura, quali le cadute associate a scarse reazioni protettive.

L’ osteoporosi postmenopausale si definisce di Tipo1, è associata alla ridotta secrezione di estrogeni e colpisce il 5-29% delle donne dopo la menopausa. La perdita ossea, molto accelerata nel periodo perimenopausale, può raggiungere una perdita del 5% della massa ossea totale all’anno. Le fratture vertebrali rappresentano la situazione clinica più comune in questi casi. Il Tipo2 corrisponde all’osteoporosi senile. Può colpire entrambi i sessi dopo i 70 anni di età ed interessa fino al 6% della popolazione anziana. Le fratture possono interessare non solo la colonna vertebrale, ma anche le ossa lunghe, il bacino e altre sedi. Il riassorbimento dell’osso è particolarmente evidente nelle donne subito dopo la menopausa, ma l’osteoporosi si sviluppa con maggiore probabilità quando il picco di massa ossea, raggiunto entro i primi 20-25 anni di vita, non è ottimale.

Si è osservato che esiste un livello di densità ossea sopra il quale non si verificano fratture e sotto il quale invece l’incidenza di eventi fratturativi aumenta progressivamente. Questo valore di massa ossea viene denominato “soglia di frattura”. Determinare e conoscere i valori che precedono la “soglia di frattura” è l’obiettivo essenziale per indirizzare verso l’utilizzo di terapie che riducono il riassorbimento di calcio dalle ossa, ritardando e talora, impedendo il raggiungimento della soglia stessa. Una volta raggiunto e superato il valore limite, le terapie che riducono il riassorbimento non saranno più sufficienti e diventerà necessaria anche l’applicazione di misure che stimolino la formazione di osso.

Ecco la ragione per cui, oltre alla prevenzione secondaria (ossia diagnosi precoce), appare fondamentale la prevenzione primaria dell’osteoporosi, che dovrebbe attuarsi fin dall’infanzia con stili di vita ed alimentari corretti.
Ci sono condizioni a più alto rischio di malattia (quali assunzione di cortisonici, menopausa precoce, predisposizione genetica e/o precedenti fratture non dovute a ‘traumi efficienti’), che richiedono di iniziare le indagini prima dei 65 anni.
La massa ossea può essere valutata con metodiche non invasive (densitometria ossea) applicabili sia in fase di prevenzione, sia per monitorare l’effetto di una eventuale terapia. Inoltre, esiste una serie di dosaggi biochimici su plasma e urine in grado di fornire informazioni sulla velocità del turnover osseo.

La prevenzione primaria prevede:

Stile di vita protettivo: aiuta a mantenere in salute il corpo in generale, ossa comprese, prevenendo le complicazioni delle scheletro tipiche degli anni d’argento. Sono tre i capisaldi del vivere sano: non fumare (anticipa la menopausa e amplifica i disturbi connessi), mantenere una attività fisica regolare e adottare una alimentazione corretta che favorisca il mantenimento del peso e la salute dell’osso.
Dieta contro l’osteoporosi: consumare alimenti ricchi di calcio e vitamina D, fondamentali per prevenire e combattere l’osteoporosi. La nostra dieta è spesso povera di calcio: secondo quanto raccomandato dagli esperti, per favorire il raggiungimento dei livelli consigliati sulla tavola dovremmo privilegiare formaggi a lunga e media stagionatura, legumi, pesce azzurro, frutta secca e latte fresco. Per un migliore assorbimento del calcio, non esagerare con proteine, alimenti integrali o ricchi di fibre e ridurre il consumo di sale (fa aumentare l’eliminazione del calcio con l’urina). Anche l’acqua contribuisce alla copertura del fabbisogno quotidiano di questo prezioso minerale. Privilegiate, quindi, le acque con contenuto di calcio superiore ai 300 mg/lt.

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n. 10 / Dicembre 2017

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