Sindrome da rientro e intimità

Sindrome da rientro e intimità

Sempre più donne lamentano fastidi vaginali
La fine delle vacanze può causare fastidiosi disturbi come dolore durante i rapporti, pruriti algie pelviche

A cura della dottoressa Tiziana Celeste - Ginecologa


Premesso che il ritorno alla routine ed alla quotidianità mette a dura prova molte persone, eccettuate quelle che ritrovano nella quotidianità una consolante normalità, bisogna considerare che sintomi come stanchezza, apatia, malinconia, fatica a ritrovare la giusta carica e la capacità di riadattarsi ai ritmi giornalieri, producono uno stress psicofisico che provoca ripercussioni anche sull’apparato genitale femminile.

Infatti, come ben sappiamo, qualunque situazione di stress può facilmente tradursi in una infezione uro-genitale, se poi si aggiungono un diverso stile di vita, abitudini alimentari spesso sregolate, ritmi sonno-veglia alterati, che concorrono tutti insieme ad abbassare le difese immunitarie, è ovvio dedurre che al ritorno dal mare, oltre alla sindrome da rientro, riporteremo a casa qualche fastidioso disturbo vaginale.

Non bisogna sottovalutare la comparsa di sintomi quali: prurito e bruciore vulvo-vaginali, dolore durante i rapporti sessuali, che possono presentarsi come disturbo isolato o abbinato ai precedenti sintomi, bruciore durante la minzione, maggiore frequenza ad urinare, algie pelviche (cioè dolori al basso ventre) isolate o abbinate ai precedenti sintomi, ed infine l’eventuale presenza di perdite vaginali “di vario colore” a volte maleodoranti.

Tralasciare questi sintomi o tentare terapie self-made può provocare ripercussioni ben più gravi, che spaziano dalla cronicizzazione della patologia fino alla sterilità. Allora come comportarsi? Rivolgersi allo specialista è il primo passo da compiere. Il ginecologo, infatti, dopo una accurata indagine sui sintomi presentati, sulle abitudini personali, igieniche, e quotidiane, sullo stile di vita vacanziero, procederà con una accurata e minuziosa visita, completata eventualmente dall’ecografia ginecologica, in caso di comparsa di algie pelviche.

Infine valuterà la presenza di eventuali complicanze ed opterà per la terapia adatta al tipo di infezione rilevata. Spesso si tratta di vaginosi batteriche, che al contrario delle candidosi vaginali, provocano pochi disturbi, ma molto dolore durante i rapporti sessuali, al punto da impedire a volte, di avere rapporti completi.

Molte pazienti notano che alcune posizioni durante l’atto sessuale possono esacerbare il dolore, altre lo rendono accettabile, questo è spiegabile non solo in base alla conformazione anatomica individuale, ma dipende anche dal tipo di infezione e dal grado di estensione della stessa. È importante eseguire con attenzione la terapia, alla quale deve sottoporsi anche il partner, il rischio infatti è che se uno dei due non guarisce i successivi rapporti sessuali possono causare un riesacerbarsi dell’infezione, motivo per il quale questo sono definite anche ‘malattie ping-pong’.

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n. 10 / Dicembre 2017

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