I “momenti” dell’intimità

I “momenti” dell’intimità

Timing sessuale, una questione emergente tra le coppie
La difficoltà di incontrarsi e conciliare i tempi incide negativamente sulla vita di coppia
dott.ssa Tiziana Celeste
Qualche anno fa il famoso attore americano Robin Williams affermò che il cervello degli uomini funziona ad intermittenza. Questo perché quando si risvegliano le parti intime maschili, il sangue affluisce tutto in basso e quindi (poiché il volume sanguigno corporeo è appena sufficiente a far funzionare un distretto alla volta e numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che l’uomo riceve un impulso sessuale ogni sette minuti), viene da paragonare il cervello maschile alle lucine intermittenti natalizie.
Per le donne la ricerca dell’intimità è invece una questione prevalentemente mentale, legata tanto alla complicità, quanto all’attrazione, così come al realizzarsi di circostanze favorevoli. La sessualità femminile è una risultanza multifattoriale, condizionata da fattori fisici, psichici, ambientali, familiari, culturali, che concorrono ad una evoluzione in continuo divenire. La prima fase di un rapporto sessuale è il desiderio, cioè il risultato di input fisici e psico-sociali, che rendono la donna recettiva alle stimolazioni sessuali.
È noto a tutti che esistono alcuni momenti della giornata in cui le donne sono maggiormente predisposte all’intimità con il partner, la maggior parte di esse predilige le prime ore pomeridiane (come naturale risposta fisiologica di tipo ormonale), o i giorni festivi (come ovvia predisposizione mentale), esistono anche predisposizioni stagionali (di certo l’estate la vasodilatazione, legata all’aumento delle temperature, può influire positivamente), non di meno anche l’età modifica l’approccio verso la sfera sessuale. Laddove tra le adolescenti si registra una iniziale curiosità sostituita gradualmente da una moderato interesse, risultato di una crescente informazione, per la donna adulta l’interesse iniziale è soverchiato da una serie di incombenze quotidiane che lasciano poco spazio alla fantasia ed all’intraprendenza.
Non si può ignorare il ruolo fondamentale del sistema ormonale, che interagisce con i meccanismi nervosi che regolano il comportamento sessuale, così come influisce sulle varie fasi del ciclo riproduttivo.
Numerose ricerche evidenziano una maggior predisposizione ai rapporti sessuali durante la fase ovulatoria, quando i livelli di estrogeni sono più elevati; una riduzione della libido in donne che utilizzano alcuni tipi di estro progestinici, oppure in menopausa spontanea od artificiale (donne sottoposte ad ovariectomia o surrenalectomia), una marcata riduzione della libido in donne che allattano (iperprolattinemia), o donne che usano anti-androgeni (ciproterone acetato).
Non si può negare tuttavia che la reattività sessuale femminile dipende molto più dal suo sviluppo psicosessuale che dalla situazione ormonale.
I disturbi del desiderio sessuale sono in assoluto i più frequenti nelle donne, con una prevalenza del 20-30%, e tendono ad aumentare nella post-menopausa. La perdita dell’interesse può essere limitata al partner abituale, o riguardare il rapporto in generale a prescindere dal suddetto. Se persiste la presenza dell’eccitamento notturno o comportamenti masturbatori è dimostrata la normalità della funzione sessuale.
Nella maggior parte dei casi i problemi riguardanti questo particolare aspetto nascono da difficoltà nel rapporto con il partner, verso il quale si nutre uno stato di irritazione o risentimento cronico.
Poiché molte donne considerano il proprio ginecologo come medico di riferimento soprattutto per gli aspetti inerenti la propria salute sessuale è opportuno affrontare con lo specialista queste problematiche.
Un rapporto ginecologo-paziente basato sul rispetto e sulla stima reciproca rappresenta la base ideale per affrontare questi problemi senza imbarazzo o reticenza.
Attraverso un’approfondita valutazione il ginecologo stabilirà se il problema sessuale della paziente è di natura organica o psicologica, fornendole le informazioni necessarie ad una migliore conoscenza del problema e consigli tecnici per risolverlo nello specifico.
In conclusione il miglior modo per migliorare l’intesa sessuale sicuramente è il dialogo con il proprio ginecologo ma soprattutto con il proprio partner, perché una comunicazione schietta e diretta evita malintesi o situazioni imbarazzanti e deludenti, ed è il preludio per una buona complicità ed intesa sessuale.

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n. 10 / Dicembre 2017

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