Vaccino HPV: perchè farlo?

Vaccino HPV: perchè farlo?

Viene somministrato in tre dosi distinte
Riduce la possibilità di sviluppo di neoplasia maligna
di Tiziana Celeste

In molte famiglie con figlie adolescenti è arrivata una lettera dall’ASL, che invita a presentarsi presso il centro vaccini x sottoporre le proprie figlie al vaccino per il papillomavirus.
Il SSN garantisce la somministrazione gratuita del vaccino a tutte le ragazze di età compresa tra 11 e 14 anni ed inoltre copre la fascia delle diciotenni.
Lo scopo del vaccino è fornire una protezione dalle infezioni da papillomavirus, che si può trasmettere prevalentemente tramite i rapporti sessuali ma ci sono anche altre forme di contagio indiretto.
Si è scelto in primis la fascia pre-adolescenziale, per la garanzia non assoluta che le ragazze in questa fascia di età non abbiano avuto già rapporti sessuali.
Tutte le ragazze dovrebbero sottoporsi alla vaccinazione, anche se hanno già avuto rapporti sessuali, in questo caso prima del vaccino basta sottoporsi ad un pap-test o alla tipizzazione del HPV-DNA per escludere di essere già state contagiate.
I vaccini anti HPV, somministrati prima dell’esposizione al virus, prevenendo le lesioni genitali precancerose (del collo dell’utero, della vulva e della vagina), di fatto riducono notevolmente la possibilità di sviluppo di neoplasia maligna.
Inoltre, il vaccino quadrivalente, previene anche le lesioni condilomatose in entrambi sessi.
L’infezione da HPV non si limita ad essere solo causa del cancro del collo dell’utero nelle donne, ma è responsabile anche di altre patologie sia nelle femmine che nei maschi (cancro dell’ano, della cavità orale, orofaringe e tonsille e cancro del pene).
Esistono oltre 130 tipi di virus HPV: i tipi 16 e 18 sono responsabili di oltre il 70% di tutti i tumori del collo dell’utero e i tipi 6 e 11 causano oltre il 90% dei condilomi ano-genitali e pertanto i vaccini sono formulati contro questi ceppi.
In Italia sono disponibili due diversi vaccini contro l’infezione da HPV: uno che contiene i sierotipi 16 e 18 (bivalente) e viene somministrato solo alle femmine e uno contenente 4 sierotipi (tetravalente), che contiene oltre ai sierotipi 16 e 18, anche i sierotipi 6 e 11 e può essere somministrato a maschi e femmine. Il vaccino anti HPV è composto da proteine simil-virali, purificate e quindi prive di potere infettivo. Circa la durata della protezione immunologica del vaccino supera, secondo studi recenti, gli 8 anni e pertanto non sono previste al momento dosi di richiamo.
Il vaccino contro l’HPV viene somministrato in 3 dosi distinte: la prima dose al tempo 0, la seconda dose dopo 1 (nel caso del bivalente) o 2 (nel caso del tetravalente) mesi dalla prima dose e la terza dose dopo 6 mesi dalla prima dose.
Il vaccino andrebbe evitato in soggetti che presentano stati febbrili acuti, reazioni allergiche importanti verso qualsiasi componente del vaccino e nelle donne in gravidanza, anche in allattamento se il vaccino è tetravalente. Le reazioni locali più comuni al vaccino sono (nell’80% dei casi): dolore, arrossamento, gonfiore e prurito (nel sito di inoculazione)  ma in genere retsano lievi/moderate e si risolvono nell’arco di pochi giorni.
Altri eventi avversi meno frequenti conseguenti la vaccinazione sono la febbre, nausea, vomito, diarrea o dolore addominale, come per tutti gli altri vaccini eventuali problemi vanno segnalati e monitorati nel tempo.
Infine bisogna ricordare che essere immuni all’HPV non dispensa dal sottoporsi ai controlli ginecologi annuali, poichè scongiurare il pericolo di un tumore al collo uterino non significa essere immuni anche agli altri tipi di infezioni sessuali.

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n. 10 / Dicembre 2017

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