Cerignola e le nuove frontiere dell’uroginecologia

Cerignola e le nuove frontiere dell’uroginecologia

Il punto con dr. Alessandro D’Afiero, chiamato a coordinare e dirigere le varie attività
L’Asl Fg investe in un settore misconosciuto promuovendo le eccellenze territoriali
di Tiziana Celeste

La volontà di rilancio dell’Ospedale Tatarella di Cerignola, fino a poco tempo fa a rischio chiusura, si evince da una serie di scelte operate dall’Asl Fg, e tese a promuovere le varie iniziative di ogni unità operativa dell’ospedale ed a rinforzare gli organici all’attivo in ogni reparto, per offrire un servizio sanitario qualitativamente sempre migliore.
Nello specifico emergono innovativi scenari nei quali si colloca anche l’unita operativa di gin-ost che si delinea come il nuovo fiore all’occhiello del Tatarella e si configura con una identità caratteristica nell’ambito ginecologico distinguendosi nelle proprie peculiarità sia dagli Ospedali Riuniti che dalla struttura di San Severo. Grazie ad una serie di investimenti oculati e volti a delineare una precisa collocazione delle competenze locali si è guadagnata il merito di diventare Centro di coordinamento per il Nord-Puglia per la Rete Oncologica Pugliese, il che permette di veicolare la gestione di tutte le patologie neoplastiche femminili del territorio. Inoltre è stato realizzato il Centro Pelvi, unità chirurgica multidisciplinare che mira a correggere le patologie disfunzionali del pavimento pelvico. A coordinare e dirigere le varie attività un professionista importato dalla terra campana, il dr. Alessandro D’Afiero, specialista in Ginecologia ed Ostetricia, Uro-ginecologia e Chirurgia Oncologica.
Dr . D’Afiero, lei arriva dalla Campania, dopo anni trascorsi a collezionare successi chirurgici nel campo dell’uro-ginecologia, cosa si aspettava arrivando a Cerignola e quali erano i suoi sogni più reconditi?
Quando sono arrivato a Cerignola ho trovato un reparto che offriva un buon livello di ostetricia, il mio obiettivo era di offrire la chance di aiutare il reparto a definire una sua identità operativa ed il desiderio di promuovere una equipe preparata e determinata a ritagliarsi una identità chirurgica per emergere nel panorama locale e nazionale.
Nel piano di riordino ospedaliero pugliese che ruolo è destinato a ricoprire l’ U.O. di GIN di Cerignola?
Siamo diventati Centro di riferimento oncologico per il Nord-Puglia nell’ambito della Rete Oncologica Pugliese, che equivale a dire che ricopriremo un ruolo attivo e coordinativo nella diagnosi e gestione delle patologie tumorali femminili.
Quali interventi chirurgici proponete e quali sono i tempi di attesa?
Intanto abbiamo a disposizione dell’utenza il Centro Pelvi che è un polo chirurgico preposto al trattamento di incontinenza urinaria, prolassi uterini, vescicali, rettali. Stiamo operando alacremente per abbattere le liste operatorie di attesa, chiaramente la direzione generale ci sostiene incrementando l’organico in servizio, d’altro canto aumentare il numero di sedute di sala operatoria e di anestesisti dedicati ci consentirà di soddisfare la popolazione locale ed anche le numerose pazienti che stanno arrivando da oltre regione.
È previsto un tavolo tecnico alla Regione entro breve termine, in cui si farà il punto della situazione sui punti nascita… Quali sono le richieste avanzate a breve e lungo termine?
Innanzitutto stiamo completando il progetto di offrire un centro di diagnosi prenatale al territorio che permetterà di smaltire al meglio le innumerevoli richieste da parte delle gravide, alle quali quanto prima offriremo anche il servizio di partoanalgesia, ed inoltre sono già in bilancio cospicui investimenti per l’acquisto di strumentari e tecnologie sempre più avanzati .
Il bilancio dopo quasi un anno di attività?
Abbiamo ampiamente superato gli standard qualitativi prefissati, ottimizzato le risorse garantite dall’Asl-Fg, che vanta una direzione strategica (nella persona di Vito Piazzolla) estremamente sensibile a questa realtà sanitaria. Per il futuro l’obiettivo è di migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini fino a raggiungere l’eccellenza.
Qual è il suo messaggio di congedo per le pazienti ?
Promuovere una corretta informazione significa già fare prevenzione, perché rende le persone consapevoli di un problema che sono in grado di identificare, e le mette in grado di compiere le scelte più opportune per curarlo, pertanto potenzieremo anche le occasioni di dialogo con la popolazione tramite incontri mirati e giornate dedicate al tema della prevenzione.

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n. 10 / Dicembre 2017

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