ABC dell’autopalpazione del seno

ABC dell’autopalpazione del seno

E’ il mezzo più facile per individuare qualsiasi anomalia
Andrebbe eseguita ogni mese, tra il 7° e il 14° giorno del ciclo
di Vanessa Anna Magistro

Secondo le indicazioni del Ministero della salute italiano, la diagnosi precoce attraverso la mammografia, si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e prevede l’esecuzione ogni due anni della mammografia, che potrà essere seguita, qualora necessaria, da una indagine ecografica. L’ecografia mammaria, infatti, è un esame di primo livello che rientra nel ventaglio di esami fondamentali per la diagnosi precoce.
Oltre agli esami strumentali, ogni donna può prendersi cura di sé attraverso l’autopalpazione della mammella che è il mezzo più immediato e facile per consentirci di conoscere l’aspetto normale  del nostro seno e di notare tempestivamente qualsiasi cambiamento rispetto alla fisionomia di base.
La sola autopalpazione non riesce purtroppo ad evidenziare neoformazioni molto piccole o ancora difficilmente palpabili, è bene evidenziare tuttavia che, se eseguita correttamente e regolarmente, questa tecnica può aiutare a ridurre il rischio di diagnosticare un tumore al seno in fase avanzata.
Ogni donna dovrebbe eseguire l’autopalpazione una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo. Rispettare questi tempi è importante perché la struttura del seno si modifica in base ai cambiamenti ormonali mensili, e si potrebbero di conseguenza creare, in alcuni casi, confusioni o falsi allarmi. Con il sopraggiungere della menopausa l’esame potrà e dovrà essere eseguito in qualsiasi momento e con regolarità. Come si svolge l’autopalpazione è presto detto.
OSSERVAZIONE | Di fronte allo specchio posiamo le braccia prima lungo i fianchi e poi sopra la testa posando i palmi delle mani dietro la nuca, andiamo a valutare forma e aspetto delle mammelle: se notiamo differenze rispetto al solito; se ci sono rigonfiamenti; se la pelle è tesa e lucida; se ci sono aree cutanee a buccia d’arancia. Qualsiasi tipo di anomalia rispetto al solito dunque. Non meno importante sarà il colore della cute, andiamo a valutare eventuali arrossamenti o la presenza di nuove vene in superficie. L’attenzione va, inoltre concentrata sui capezzoli: forma, pigmentazione, conformazione diversa, piccole ulcere o piaghe e desquamazioni che non guariscono. Attenzione ad eventuali secrezioni del capezzolo che possono essere fisiologiche se bilaterali e simili ad un liquido lattiginoso ma vanno comunque valutate dal medico, diverso potrebbe essere se la secrezione fosse di altro tipo, il controllo va quindi tempestivamente effettuato.
PALPAZIONE | Arriviamo, quindi, all’esame: piegare il braccio destro dietro la nuca e cominciare a palpare delicatamente la mammella a destra con la mano sinistra e le dita tese, a caccia di eventuali anomalie. L’operazione va quindi ripetuta sul seno sinistro. Per un corretto esame, procedere in senso orario cominciando dal capezzolo, come se la mammella fosse l’immaginario quadrante di un orologio che va palpato in un giro completo. Anche la zona tra seno e ascella, nonché la zona della clavicola e del torace vanno sondate con cura. Per finire, stringere delicatamente i capezzoli tra le dita per rilevare possibili fuoriuscite di liquido (siero o sangue). Il controllo periodico può essere effettuato sotto la doccia, quando le alterazioni sono più facilmente percepibili grazie alla pelle umida e ai tessuti rilassati. Se nel corso dell’autoesame dovessero emergere un nodulo, un infossamento o una secrezione, è importante informare il medico, che provvederà a prescrivere le indagini diagnostiche allo scopo di fugare ogni dubbio. La prevenzione e l’informazione devono diventare la nostra arma più forte.

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n. 10 / Dicembre 2017

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