IVG: come, quando, dove e perché’

IVG: come, quando, dove e perché’

L’interruzione volontaria di gravidanza può essere medica o chirurgica
E’ consentita dalla legge 194/78 entro 90 giorni dalle ultime mestruazioni
di Tiziana Celeste

Negli ultimi giorni si è accesa una viva polemica circa la decisione della regione Lazio di indire un concorso esclusivamente rivolto a ginecologi non obiettori di coscienza, al fine di poter garantire alle donne la possibilità di sottoporsi ad interruzione volontaria di gravidanza, dal momento che in Italia circa l’80% dei ginecologi si dichiara obiettore di coscienza.
In Puglia i dati non si discostano di molto: 83,6% di ginecologi è obiettore, nella Capitanata i presidi ospedalieri che forniscono questo servizio sono Foggia, Manfredonia e Cerignola. Ma quale iter seguire quando si scopre che la mestruazione non arriva ed il test di gravidanza positivo non è un pesce di Aprile?
Se non sapete cosa fare rivolgetevi ai consultori pubblici, onlus femminili (a Foggia l’associazione ‘Donne In Rete’ svolge un ruolo attivo di supporto a donne in difficoltà), strutture sanitarie ospedaliere.
L’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) è consentita dalla legge 194/78 entro i primi novanta giorni, calcolato dalla data delle ultime mestruazioni. Sapere questo è molto importante: di solito, quando ci si accorge di essere incinte sono già passate almeno cinque o sei settimane dall’ultimo ciclo. Bisogna inoltre tenere conto che la legge 194 impone sette giorni di “riflessione” dalla data del certificato medico a quando ci si può presentare in ospedale per l’intervento.
Oltre la 12^ settima si può ricorrere all’aborto terapeutico solo se la gravidanza o il parto comportano un grave pericolo di vita per la donna, o quando sono accertati processi patologici (rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro) che possano determinare un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.
Dal 2010 è possibile abortire anche con metodo farmacologico (RU486): la pillola abortiva, però, può essere somministrata non oltre la 7^ settimana di gravidanza (49 giorni dall’ultima mestruazione). Per ottenere il certificato per l’IVG gratuitamente basta rivolgersi ai consultori familiari pubblici, in ospedale, altrimenti privatamente presso un ginecologo di fiducia, con un documento di identità, la tessera sanitaria e – nel caso il medico non sia un ginecologo – il test di gravidanza positivo.
Il medico è tenuto a verificare i motivi che portano a interrompere la gravidanza e a fornire indicazioni sui supporti a carattere sociale ed economico a cui si ha diritto in caso si decidesse di non abortire.
La legge consente di interrompere la gravidanza anche alle minorenni, previo consenso di entrambi i genitori, o del giudice tutelare competente che può autorizzare, con atto non soggetto a reclamo, a procedere con l’interruzione.
Ci si può rivolgere a un ospedale pubblico o convenzionato per richiedere l’interruzione di gravidanza. La modalità di accesso all’ospedale varia da regione a regione, e spesso anche nella stessa città gli ospedali hanno procedure diverse. Per evitare di perdere tempo prezioso, è sempre bene informarsi prima. In ospedale verranno eseguiti gli esami di routine, stabilito il tipo di interruzione se medico o chirurgico ed in quest’ultimo caso la data per l’intervento, che solitamente viene eseguito in regime di day hospital. L’anestesia consiste in una sedazione profonda, che solitamente dura dieci minuti durante i quali si procede alla dilatazione del collo dell’utero tramite dilatatori cervicali e all’aspirazione del prodotto del concepimento tramite isterosuttore ed infine a raschiamento della cavità uterina per asportare i residui del materiale abortivo. Si può tornare a casa circa tre ore dopo l’intervento chirurgico con adeguata terapia antibiotica e dopo circa un mese bisogna sottoporsi a visita di controllo.
Per quanto riguarda l’aborto farmacologico consiste nell’assunzione del mifepristone, la cosidetta RU486, che è uno steroide sintetico antagonista del progesterone (che è il cosiddetto ormone della gravidanza), che può essere assunto entro e non oltre la 7^ settimana di gestazione, sotto stretto e attento controllo medico, provocando un’emorragia con espulsione dell’embrione entro 24-48h dall’assunzione.
Il vantaggio della somministrazione orale consiste nella minore invasività rispetto alla tecnica chirurgica, non richiede anestesia, può essere eseguito precocemente. Per concludere è opportuno richiedere informazioni corrette ed esaurienti su come funziona il proprio corpo, sui risvolti psico-fisici di una IVG e su come è possibile evitare di restare nuovamente incinta, valutando e scegliendo il metodo contraccettivo più adeguato alle proprie esigenze personali.

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n. 10 / Dicembre 2017

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