Via libera alle vaccinazioni in gravidanza

Via libera alle vaccinazioni in gravidanza

Possono tutelare la salute di mamma e bambino
Alla luce di nuove certezze scientifiche, non rappresentano un ‘pericolo’, ma costituiscono uno strumento efficace per proteggersi da malattie serie



Vaccinarsi durante la gravidanza si può, anzi è consigliabile ed in alcuni casi è assolutamente necessario. I rischi sono minimi e così facendo si protegge la mamma difendendo anche la salute del bambino che sta per nascere. È una posizione, quella degli esperti di WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, che ribalta una volta per tutte i luoghi comuni su gravidanza e vaccinazioni. In passato era considerato impossibile, ma la ricerca oggi consiglia la vaccinazione alla mamma per proteggere il bambino, per questo è bene informarsi e approfittare anche dei nuovi vaccini che si stanno sviluppando, sempre più efficaci e sicuri.
Evidenze scientifiche hanno dimostrato che un’efficace trasmissione di anticorpi materni al bambino avvenga soprattutto dopo la 32° settimana di gestazione. Le vaccinazioni in gravidanza, dunque, riducono il rischio di infezioni nel bambino nei primi mesi di vita e durante la sua infanzia. Se infatti durante la gravidanza sono controindicati i vaccini vivi attenuati come quello contro il morbillo e la rosolia, possono essere invece somministrati in sicurezza e vanno raccomandati i vaccini cosiddetti inattivi, uccisi o costituiti da tossoidi, polisaccaridi ed a base di proteine.
Sono in sviluppo, per esempio, nuovi vaccini contro l’RSV da somministrare nella donna in gravidanza per proteggere dalla bronchiolite i lattanti con meno di 6 mesi. La sicurezza dei vaccini è elevata e documentata dalla costante attività di sorveglianza dei possibili eventi avversi e dagli studi di sicurezza che vengono effettuati sia prima dell’autorizzazione sia dopo l’immissione in commercio.
Un altro vaccino in via di sviluppo è quello contro lo Streptococco di gruppo B (GBS), causa principale di meningiti e sepsi neonatali: gli studi hanno dimostrato che i bambini di donne che hanno ricevuto in gravidanza una o due dosi di vaccino sperimentale sono risultati meno soggetti al rischio di infezioni da GBS. In gravidanza sono poi suggeriti altri vaccini. Uno è quello contro difterite, tetano e pertosse (dTap), la cui somministrazione dovrebbe avvenire tra la 27° e la 36° settimana di gestazione. La vaccinazione antipneumococcica, possibilmente, dovrebbe essere somministrata prima di una gravidanza. Tuttavia, evidenze scientifiche hanno dimostrato che la somministrazione dei vaccini pneumococcici durante il secondo o terzo trimestre è sicura. Le complicanze causate da Streptococcus pneumoniae, molto diffuse tra i lattanti e durante la prima infanzia, sono l’otite media acuta, le rinosinusiti, le polmoniti, le meningiti e le sepsi. Per quanto riguarda il vaccino contro l’influenza, secondo l’attuale posizione dell’OMS, tutte le donne in gravidanza dovrebbero essere vaccinate durante la stagione influenzale, a partire quindi dalla metà di ottobre fino alla fine di dicembre, soprattutto le donne a rischio, ossia quelle gravide che soffrono di asma bronchiale e di broncopneumopatie croniche.
Il vaccino antiinfluenzale è costituito da virus uccisi o da loro subunità e può essere somministrato in qualsiasi trimestre di gravidanza
L’influenza stagionale può comportare complicazioni respiratorie gravi che possono condurre al ricovero in ospedale e anche al decesso delle donne incinte, soprattutto durante il secondo e terzo trimestre della gravidanza e il primo mese dopo il parto. Non ci sono evidenze che associno il suo uso in gravidanza ad un aumento del rischio di reazioni avverse e, per contro, aumenta il rischio di complicanze in caso di influenza contratta in gravidanza.

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf