Sterilità femminile, il punto della situazione

Sterilità femminile, il punto della situazione

Ogni anno 50.000 coppie chiedono un consulto per infertilità
Ecco le cause più comuni e le terapie da seguire caso per caso

L’infertilità è considerata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) una patologia. Per infertilità si intende l’assenza di concepimento dopo 12/24 mesi di rapporti mirati non protetti. Il fenomeno dell’infertilità riguarda circa il 15% delle coppie. Le cause dell’infertilità, sia femminile che maschile, sono numerose e di diversa natura.
E’ significativo il ruolo di fattori sociali dovuti a fenomeni complessi come lo stile di vita, la ricerca del primo figlio in età tardiva, l’uso di droghe, l’abuso di alcool, il fumo, le condizioni lavorative, l’inquinamento.
In molti casi, come per esempio nell’obesità o nelle infezioni, l’informazione e la prevenzione possono fare molto. In altri casi, come nell’endometriosi, sono essenziali la diagnosi precoce e cure adeguate e tempestive. Se l’infertilità rimane anche dopo un iter diagnostico e terapeutico esauriente, è possibile rivolgersi alle tecniche di procreazione medicalmente assistita.
Può sembrare strano, eppure il peso (sia l’obesità che l’eccessiva magrezza) può condizionare la fertilità. I dati epidemiologici confermano che l’obesità e l’eccessiva magrezza sono causa, entrambe, del 6% dell’infertilità primaria, ovvero del 12% dell’infertilità totale.
Fumare rende meno fertili. Le fumatrici hanno tassi di infertilità più alti, una fecondità (possibilità di concepire per ciclo) ridotta, e impiegano più tempo a concepire (in genere più di un anno).
Il fumo, infatti, è dannoso per le ovaie femminili, e la gravità del danno dipende da quante sigarette e da quanto tempo una donna fuma. Anche le flogosi (infiammazioni) dell’apparato genitale femminile costituiscono un grave problema per la riproduzione.
Responsabili sono le infezioni causate da malattie a trasmissione sessuale come la Sifilide o la Gonorrea, e ancora più insidiosa, perché asintomatica e diffusissima, la Chlamydia (causata da un microorganismo). Queste infezioni, che si localizzano nella cervice uterina e nella vagina, rendono spesso dolorosi i rapporti sessuali, alterano l’equilibrio chimico della vagina e hanno un effetto tossico sugli spermatozoi.
Anche altri germi possono causare danni ai genitali interni femminili. Ad esempio, tutte le manovre che interessano la cavità uterina (revisioni di cavità, aborti clandestini, dispositivi intrauterini -IUD-) possono essere la via per il verificarsi di una infezione addominale. Altra causa frequente per almeno il 25% dell’infertilità femminile è il deficit ormonale, carenza che può essere congenita, da stress o per cause ancora poco chiare come la cosiddetta sindrome dell’ovaio policistico. Le malformazioni uterine congenite sono responsabili di una modesta percentuale di infertilità (circa il 3%), conducendo ad aborti precoci e ripetuti. Una donna su cento percorre l’esperienza di un aborto spontaneo e in generale l’aborto è un evento che si verifica in almeno il 15% di tutte le gravidanze. Le cause più frequenti di aborto ricorrente sono anomalie cromosomiche, anormalità anatomiche dell’utero, fibromi, “debolezza” della cervice, squilibri ormonali, disturbi immunologici. Altre cause di infertilità femminile possono essere l’endometriosi (presente nel 7% dei casi) e le anomalie cromosomiche.
Per quanto riguarda il versante maschile, invece, le cause di infertilità sono in reale aumento. Lo stile di vita odierno unito a fattori ambientali possono giocare infatti un ruolo determinante. Cause come il varicocele, le infezioni o i deficit ormonali possono disturbare a lungo la formazione degli spermatozoi e portare danni notevoli.
E’ importante consultare il ginecologo e, in caso di sospetto diagnostico, è bene sottoporsi ad una laparoscopia, che può diventare una terapia essa stessa, in quanto con un piccolo intervento endoscopico si possono asportare le formazioni endometriosiche senza intaccare gli organi.
Questo intervento aumenta la fertilità e riduce il dolore, anche se non in modo definitivo perché la malattia può recidivare. L’intervento è meno efficace per la fertilità se lo stadio è più avanzato.
di Tiziana Celeste

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n. 10 / Dicembre 2017

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