I 15 diritti delle partorienti

I 15 diritti delle partorienti

Nel lontano 1985 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha redatto e pubblicato un documento nel quale sono sintetizzati i 15 diritti fondamentali della partoriente; tali raccomandazioni hanno posto le basi per il Disegno di Legge “Tutela dei diritti della partoriente e salvaguardia della salute del neonato” del 18 Luglio 2008, approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 14 Luglio del 2008, che intende tutelare i diritti e la salute della gestante e del neonato promuovendo una appropriata assistenza sanitaria. Nonostante gli innumerevoli dibattiti e ricerche susseguitesi, negli ultimi decenni si è assistito comunque all’aumento di una serie di pratiche volte ad indurre, accelerare, regolare, monitorare il processo fisiologico del travaglio.

E le raccomandazioni OMS? Conosciamole insieme…
1. Per il benessere psicologico della neo-madre deve essere assicurata la presenza di una persona di sua scelta (familiare o non) e deve potere ricevere visite nel periodo post-natale.
2. A tutte le donne che partoriscono in una struttura deve venire loro garantito il rispetto dei valori e della loro cultura.
3. L’induzione del travaglio deve essere riservata solo per specifiche indicazioni mediche, ed in nessuna regione geografica dovrebbe avere un tasso superiore al 10%.
4. Non esiste nessuna prova che dopo un precedente cesareo sia necessariamente richiesto un ulteriore intervento per la gravidanza successiva: dopo un cesareo dovrebbero essere incoraggiati i parti per via vaginale.
5. Non esiste nessuna indicazione per la rasatura del pube e per il clistere prima del parto.
6. La rottura delle membrane va provocata solo in caso di estrema necessità e a travaglio inoltrato.
7. Durante il travaglio si dovrebbe evitare la somministrazione di farmaci se non per casi specifici.
8. Il monitoraggio fetale dovrebbe essere effettuato solo in vista di un travaglio indotto o in situazioni particolari.
9. Non c’è motivo di imporre alla donna la posizione supina né durante il travaglio né durante il parto. La mamma deve poter scegliere di camminare durante il travaglio e che posizione assumere, anche al momento della nascita del bambino.
10. Quando si può è meglio evitare l’episiotomia.
11. Le madri vanno incoraggiate a tenere il bimbo accanto e allattarlo ogni volta che lo richieda.
12. Il neonato in salute deve restare con la madre il più possibile; nessun controllo della sua salute giustifica la separazione da lei, se non in casi specifici.
13. Si deve incoraggiare immediatamente l’allattamento al seno.
14. Il latte materno costituisce l’alimentazione ideale del neonato e dà allo sviluppo del bambino basi biologiche ed effetti impareggiabili. Le madri vanno incoraggiate a tenere il bimbo accanto e allattarlo ogni volta che lo richieda.
15. In gravidanza si raccomanda un’educazione sistematica sull’allattamento al seno, poiché attraverso una educazione ed un sostegno adeguato tutte le donne sono in grado di allattare il proprio bambino al seno.
Sono nozioni essenziali che ogni donna, coppia e professionista sanitario dovrebbe conoscere e tenere a mente perché la nascita è un evento da proteggere soprattutto dalla crescente medicalizzazione che va combattuta promuovendo informazione, sensibilizzazione, supporto e sostegno alle madri. Per avere un quadro più chiaro sul tipo di assistenza che riceviamo, basterebbe regalarsi una breve ma indispensabile lettura.


Il Consiglio Direttivo dell’A.C. ISIDE - Centro di Arte Ostetrica, nella persona del Presidente Dott.ssa Vanessa Anna Magistro e nella persona della Vicepresidente Dott.ssa Viviana Lobuono, prendono le distanze rispetto alle dichiarazioni rilasciate nell’intervista focus dalla Dott.ssa Selenia Accettulli, facente parte del medesimo direttivo, nell’ambito dell’inchiesta affrontata a pagina 6-7 del numero 5 del mensile free-press 6Donna. Le Ostetriche Magistro e Lobuono, inoltre, fanno presente che in nessun modo sono state coinvolte e interpellate prima della pubblicazione dell’intervista sopra citata.
Si precisa che le sottoscritte, operano nel rispetto del proprio codice deontologico, in particolare, a ciò che viene riportato nei punti 4.2 e 4.3:  “ Il rapporto tra colleghi ed altri professionisti ed operatori sanitari, si ispira a principi di reciproco rispetto e collaborazione nell’esercizio professionale indipendentemente dai ruoli ricoperti; l’Ostetrica si impegna a tutelare la dignità personale e professionale per se e per tutte le colleghe, si astiene da comportamenti lesivi dell’onore e della reputazione”. Dott.ssa Vanessa Anna Magistro -  Dott.ssa Viviana Lobuono

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf