S.O.S. intimità “dolorosa”

S.O.S. intimità “dolorosa”

La patologia può anche minare l’equilibrio di una coppia
I disturbi possono originarsi prima e durante l’amplesso Si distinguono in dispareunia, vulvodinia e vaginismo

Quando i momenti di intimità diventano un temuto appuntamento con l’altra metà, conviene capire subito dove si origina il problema, prima che degeneri con ripercussioni dolorose anche sulla sintonia di coppia.
I disturbi si possono originare sia durante l’amplesso che all’atto della penetrazione e si possono percepire come dolori lancinanti, bruciore, secchezza intensa che compromettono l’atto stesso fino ad impedire la penetrazione stessa.

Una volta escluse le cause mediche più frequenti di secchezza vaginale - vaginiti batteriche, menopausa, uso di contraccettivi orali, allattamento, esiti di interventi chirurgici o post-partum - bisogna distinguere se il dolore avvertito è provocato dalla suddetta secchezza o riconducibile ad altro.
Alcuni farmaci antidepressivi e antipsicotici possono dare problemi di dispareunia: flufenazina, amoxapina, tioridazina. Sembrano esistere, infine, rari casi di allergia allo sperma del partner che si risolvano con l’uso del profilattico.

Accanto alle cause fisiche che giustifichino il dolore, bisogna considerare la possibile presenza di fattori psicologici.  La prima domanda da porsi per valutare la presunta componente psicologica del disturbo è: il dolore è sempre presente, o compare solo in specifiche circostanze? Il dolore si presenta con tutti i partner?

Se il dolore è presente con un partner ma non con un altro, allora ci sono buone possibilità che il problema abbia una base psicologica. Sembra però che diversi casi di dispareunia siano di origine mista, sia medica che psicologica.
Al problema medico si aggiunge il disagio psicologico, che si manifesta, ad esempio, con eccessiva tensione muscolare, difficoltà di abbandono e di sintonizzazione sulle sensazioni di piacere e di eccitazione, in tal modo amplificando il disagio provocato dal dolore stesso. In particolare, la dispareunia sembra essere presente in coincidenza con la sindrome della vestibolite vulvare o vulvodinia, ovvero una infiammazione del vestibolo cioè dell’apertura vaginale e dei tessuti vaginali immediatamente adiacenti all’ingresso vaginale stesso.

Nelle donne con dispareunia si riscontrano frequentemente un’ansia elevata ed una marcata tendenza all’ipercontrollo, variabili che tendono ad incrementare la tensione dei muscoli perivaginali e a produrre una minore lubrificazione vaginale, aumentando la possibilità che si percepisca dolore durante la penetrazione. Oltre a ciò, a volte si ritrovano nelle donne con problemi di vaginismo convinzioni religiose eccessivamente rigide, precedenti esperienze sessuali molto sgradevoli, problemi sessuali del partner come impotenza ed eiaculazione precoce.

Al contrario quando lo stesso rapporto sessuale è impedito da un’eccessiva contrazione muscolare si parla di vaginismo.
Si intende per vaginismo una contrazione involontaria dei muscoli vaginali che impedisca o renda molto difficoltosa la penetrazione, ostacolo che non può essere spiegato sulla base di un problema medico. Più precisamente, la contrazione interessa i muscoli perineali (posti tra l’orifizio anale e quello vaginale), della vulva e dell’orifizio vaginale. Una buona percentuale di donne vaginismiche non è consapevole dell’esistenza che uno spasmo muscolare è alla base del loro problema. Il vaginismo può presentarsi in seguito a problematiche di tipo medico, come una infezione, ma persiste anche dopo la guarigione della problematica medica.

Frequentemente le donne che presentano vaginismo possono presentare alcune delle seguenti caratteristiche: personalità fobica, tendenza all’ipercontrollo, poca familiarità con l’anatomia dei propri organi genitali, paura degli uomini, forte conflittualità con il partner, paura a lasciarsi andare. In passato sono stati anche effettuati tentativi chirurgici per intervenire sul problema del vaginismo. Ad esempio, si è proceduto con la dilatazione chirurgica della vagina o la resezione dei muscoli che si contraggono involontariamente. Il vaginismo, però, non è un problema della vagina, non è un problema muscolare, ma della persona e/o della relazione di coppia.

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n. 10 / Dicembre 2017

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