Chi era Nicola Arpaia?

Chi era Nicola Arpaia?

di Rina Di Giorgio Cavaliere

La strada che collega via dell’Immacolata con via G. Zuretti è stata intitolata, sin dal 1960, a Nicola Arpaia (Foggia 1863-1945), tipografo tra i più rappresentativi e decano degli artigiani foggiani.
All’età di quindici anni Nicola Arpaia lavora già presso lo stabilimento tipografico Pollice. Di tale esperienza dirà: «là mi resi esperto in quell’arte che proseguo con tanto amore e piacere». Si trasferisce a Napoli nel 1899, ove rimane sino al 1902. Sono anni d’intenso lavoro e di conoscenza nell’arte da lui definita: “nobilissima e, quanto altra mai, segno di civiltà e di progresso”. Trova la prima occupazione presso lo stabilimento tipografico Pierro e Veraldi nell’Istituto Casanova di Napoli, dove rimane per quindici mesi; poi presso quello Pesole di Francesco Lubrano e la Tipo-Litografia di Enrico Muca, sempre distinguendosi per capacità, assiduità e “lodevolissima condotta”.
Rientra nella sua città e nel 1907 diventa comproprietario della Tipografia Operaia. La prima in Foggia per i nuovi macchinari, completa di una collezione di caratteri e fregi in legno per la stampa di manifesti, che sarà premiata nel 1911 alle Esposizioni Riunite di Roma con diploma e medaglia d’oro.
Nel 1915 pubblica l’opera autobiografica Ars et Labor (Cenni storici e Note-Lettere), con l’intento di lasciare testimonianza delle sue conoscenze. In “Cenni storici”, attingendo notizie dalle ricerche di letterati foggiani, dalla Biblioteca comunale, dai privati e dalla Biblioteca nazionale di Napoli, ricostruisce la storia dell’arte tipografica a Foggia, iniziata verso il 1600. Tra le tipografie antiche l’autore indica quelle di: Giuseppe Verriento (1800 ca.), Pasquale Russo (1815 ca.), Giacomo Russo (1825 ca.) e la tipografia di Salvatore Cardone, che pubblica nel 1874 “La Capitanata” diretta da Vincenzo Nigri. Interessante risulta anche la notizia riferita al canonico Zammarano (Direttore dell’Orfanotrofio Maria Cristina) che nel 1867, all’epoca del Prefetto Scelsi, si reca a Torino per l’acquisto di una macchina e del materiale tipografico per una moderna tipografia a Foggia; la stessa nel 1876 sarà rilevata da Raffaele Migliaccio e dall’insigne disegnatore e incisore Saverio Pollice.

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n. 10 / Dicembre 2017

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