Fisioterapisti, questi sconosciuti

Fisioterapisti, questi sconosciuti

La WCPT ha istituito una Giornata Mondiale loro dedicata

Una professione sanitaria talvolta poco conosciuta (e riconosciuta), tutt’altro che semplice, tesa a garantire la salute dell’essere umano  - Di Lutgarda Consoletti

Sei fisioterapista? Allora fai massaggi! Questa è la frase che ogni professionista appartenente alla mia categoria, si sente dire più spesso ed è anche quella che probabilmente detesta di più. Nell’immaginario collettivo la figura del fisioterapista è troppo spesso associata a massaggi e macchinette, viene confusa con altri operatori e ignorandone gli ambiti di operatività. Una professione sanitaria talvolta poco conosciuta (e riconosciuta), tutt’altro che semplice, tesa alla salute dell’essere umano, che semplice proprio non è. Proprio per questi motivi la WCPT, World Confederation for Physical Therapy, ha deciso nel 1996 di istituire la Giornata Mondiale della Fisioterapia, che ricorre l’8 settembre, al fine di ricordare l’importanza di questa professione e del contributo che offre quotidianamente per migliorare la salute delle persone. In questa giornata molti studi hanno aperto al pubblico offrendo informazioni, valutazioni e consulenze gratuite; l’AIFI Puglia (Associazione Italiana Fisioterapisti) per questa occasione ha deciso di festeggiare richiedendo ed ottenendo udienza dal Santo Padre, invito esteso non solo a tutti i fisioterapisti ma anche a pazienti ed amici.

L’intento è quello di far conoscere e promuovere la professione del fisioterapista, il significato e l’importanza del suo lavoro, oltre ai suoi ambiti di applicazione, non solo post-trauma o post-intervento ma estremamente più vasti, concernenti tra le altre, lesioni e malattie del sistema nervoso, muscolo-scheletrico, respiratorio, cardiovascolare, patologie oncologiche, addestramento all’utilizzo di protesi e ausili. In estrema sintesi, il fisioterapista costituisce una figura sanitaria centrale che attraverso la valutazione e lo studio, nonché complesse tecniche ed iter riabilitativi, mira a recuperare le abilità motorie, psicomotorie e cognitive, permettendo al paziente con funzionalità lese di utilizzare al meglio le potenzialità residue per rispondere alle esigenze dell’ambiente esterno, restituendogli una migliore qualità di vita possibile. Di fronte ad ogni paziente bisogna tener conto di numerose variabili, inerenti non solo fattori patologici ma anche il contributo psicologico. Pertanto sono necessarie elevate capacità tecnico-scientifiche unite ad una giusta dose di empatia. Proprio in merito a quanto appena detto, un altro degli obiettivi della giornata dell’8 settembre è quello di informare l’utente sull’esercizio legale della professione del fisioterapista; il fenomeno dell’abusivismo è purtroppo dilagante nella nostra professione, in Italia su 100 mila operatori che impiegano procedure fisioterapiche, solo 55 mila sono legalmente abilitati.

Diventare fisioterapisti prevede il conseguimento di una laurea triennale (a numero chiuso con test d’ingresso) che abilita alla professione, a cui possono seguire due anni di laurea magistrale, oltre a percorsi formativi specialistici ed aggiornamenti continui. I “sedicenti” fisioterapisti non possono dare garanzie di preparazione e professionalità e ciò potrebbe paradossalmente aggravare la situazione del paziente che finisce nelle loro mani.

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n. 10 / Dicembre 2017

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