Ad ognuno il suo mal di testa

Ad ognuno il suo mal di testa

Spesso la soluzione è nella fisioterapia
E’ tra le prime 10 malattie disabilitanti al mondo
di Lutgarda Consoletti

Mal di testa! Tutti almeno una volta nella vita abbiamo sofferto questa sgradita esperienza. Secondo il Global Burden of Disease Survey 2010, la cefalea è tra le prime dieci malattie disabilitanti al mondo, tra i disturbi a più elevato impatto socio-economico per spesa sanitaria, lavoro e compromissione della qualità di vita.
Alcuni descrivono un cerchio alla testa, altri un mattone, in ogni caso chi ne soffre sente il proprio mal di testa unico, diverso dagli altri. Ed è vero, esistono così tante tipologie che per fare ordine l’International Headache Society ha stilato una classifica delle cefalee dividendole in primarie (dalle cause ancora oscure) e secondarie (scatenate da patologie o disturbi ben determinati).

L’emicrania rientra tra le patologie primarie, caratterizzata da dolore pulsante intenso, più frequentemente unilaterale, con durata da 4-72 ore e frequenza da 1- 4 attacchi mensili, spesso accompagnato da vomito, nausea e foto-fonofobia.
La cefalea tensiva (TTH) è la forma più diffusa: ne soffre il 38% della popolazione mondiale. Il dolore lieve/moderato è di tipo gravativo, colpendo in maniera diffusa, “a fascia”. Essendo una patologia primaria, le reali cause sono ancora ignote; ciò che invece emerge da alcuni studi è una correlazione tra cefalea tensiva e trigger points, i quali rappresentano aree all’interno di fibre muscolari particolarmente irritabili e sensibili che, se stimolate meccanicamente, rispondono con dolore avvertito a distanza. Quando attivi, tali punti sono in grado di sensibilizzare ulteriormente il sistema nervoso aumentando intensità, frequenza e durata degli attacchi.

Tra le cefalee secondarie vi è quella cervicogenica (CEH), la cefalea da disturbo temporo mandibolare e quella da abuso di farmaci. La prima è causata da un disordine del rachide cervicale superiore e dei suoi componenti (disco, vertebre e/o tessuti molli). Il dolore è unilaterale, origina dalla regione posteriore del collo o della testa, associato spesso a rigidità cervicale con riduzione del movimento, visione offuscata, nausea e vertigini.

Un dolore diffuso alla testa e al viso può invece dipendere da una disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), quella che ci permette di masticare. Il problema può dipendere dai muscoli, dal cuscinetto presente tra la testa mandibolare e la fossa che l’accoglie, da posture scorrette, mal occlusioni  o cattive abitudini (es. digrignare i denti). L’atteggiamento comune, di fronte al mal di testa, è quello di ricorrere ad un farmaco, talvolta troppo facilmente. Ciò crea un circolo vizioso in quanto, spesso, l’abuso di farmaci è esso stesso causa di cefalea e cronicizzazione.

Allora cosa fare? Una risposta arriva dalla fisioterapia. In alcune forme di cefalea (cervicogenica o da disturbi dell’ATM), questa può essere spesso risolutiva; sensibili miglioramenti sono invece ravvisabili in pazienti con emicrania o cefalea tensiva. Il trattamento fisioterapico delle cefalee, previa attenta valutazione e diagnosi, può avvalersi di tecniche di terapie manuali, miofasciali, esercizio terapeutico, trattamento dell’ATM, dei trigger points, rieducazione posturale.

Uno studio scientifico americano condotto su oltre 100 pazienti, coordinato da James Dunning, fisioterapista e docente dell’Università dell’Alabama, in collaborazione con il collega Firas Mourad, ha dimostrato come possano ridursi fino al 70% i sintomi e il dolore in caso di cefalea nell’arco dei 3 mesi successivi al trattamento, con conseguente diminuzione dell’assunzione di farmaci fino anche al 50%. Ciò dimostra che un corretto trattamento fisioterapico può comportare un impatto più che positivo per queste patologie.

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf