Sanità privata, quanto incide sulle famiglie?

Sanità privata, quanto incide sulle famiglie?

I costi per la salute raddoppieranno nei prossimi 10 anni
C’è chi si è indebitato e chi ha rinunciato alle cure:i dati del 2016
di Giusy Insalata - Educatrice Finanziaria

La stima arriva dal nuovo Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute, che ha fatto la fotografia su quanto spendono in sanità privata le famiglie italiane. Per il 2016, si conferma un trend in crescita: gli italiani hanno pagato di tasca propria 35,2 miliardi per curarsi. La tendenza, negli ultimi anni, è sempre stata di un aumento costante della spesa sanitaria privata: tra il 2013 ed il 2016 si è registrato un +4,2%.
Ciò accade perché la sanità pubblica è sottoposta ad un’opera di continuo contenimento della spesa. Solo per dare alcuni numeri, in Italia la spesa sanitaria pubblica incide sul Pil per il 6,8%, mentre in Francia è all’8,6% e in Germania al 9,4%.
Come sintetizza il rapporto, ci sono meno risorse pubbliche per la sanità rispetto al passato e rispetto agli altri Paesi. In concreto, questo si traduce in un allungamento dei tempi di attesa ed in un incremento dei ticket.
Da qui, la necessità di metter mano al portafoglio per accedere a cure private, in modo da accorciare i tempi di attesa. Oppure si sceglie una prestazione in una struttura privata, con tempi d’attesa più moderati, in quanto il suo costo è molto vicino, se non paradossalmente inferiore, al ticket nel pubblico.
La necessità di contenere la spesa pubblica in ambito sanitario ha innescato una spirale che è destinata a non fermarsi. Ecco perché la ricerca stima che le famiglie italiane, nei prossimi 10 anni, spenderanno il doppio in sanità privata.
Quanto incide la spesa per la sanità privata sul bilancio familiare? Pagare di tasca propria per avere delle prestazioni sanitarie ha ovviamente un impatto sull’economia familiare. Il dato di 580 euro all’anno, registrato nel 2016, è una media: c’è chi spende poco o nulla e chi deve sopportare costi importanti.
Tra i secondi, sempre secondo il Rapporto Censis-Rbm, 13 milioni gli italiani nell’ultimo anno hanno sperimentato difficoltà economiche e una riduzione del tenore di vita per far fronte a spese sanitarie di tasca propria; 7,8 milioni di persone hanno dovuto utilizzare tutti i propri risparmi o indebitarsi con parenti, amici o con le banche; 1,8 milioni sono entrati nell’area della povertà.
C’è poi chi ha rinunciato del tutto a curarsi: 12,2 milioni di persone hanno rinunciato o rinviato almeno una prestazione sanitaria per ragioni economiche, 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente (+10,9%).
Si tratta di un dato importante, perché vuol dire che, nella pianificazione delle proprie risorse a medio-lungo periodo, bisogna mettere in conto che una certa quota di risparmi potrebbe finire in spesa sanitaria.
È fondamentale essere consapevoli di quelli che possono essere gli scenari futuri, per poter attrezzarsi in tempo con una gestione mirata delle risorse, o con formule di sanità integrativa che consentano di accedere alle cure, in tempi rapidi e contenendo i costi della sanità privata.

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n. 10 / Dicembre 2017

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