Allarme pensioni: giovani a rischio povertà

Allarme pensioni: giovani a rischio povertà

Assegni più bassi, più tardi e per meno tempo
La soluzione è una sola: risparmiare sin da subito attraverso un piano di risparmio a fini pensionistici
di Giusy Insalata - Educatrice Finanziaria

“Se mai avrò una pensione!”. Se avete 30 anni, avrete molto spesso pronunciato questa malaugurante postilla, ormai quasi una sorta di luogo comune. Al punto che si tende a rubricarla come un’eventualità tanto lontana quanto ineluttabile che non vale nemmeno la pena di comprendere. Serve, invece. Perché se di furto generazionale si tratta, sta avvenendo ora, sotto gli occhi ignari - o peggio, indifferenti - di chi lo sta subendo.
Certo, si può sempre sperare che le cose cambino, che nuove riforme e l’arte di arrangiarsi sconfiggano le leggi dell’economia. O che nonni e genitori provvedano in eterno ai bisogni dei figli, nel frattempo a loro volta anziani. O ancora, che sia inventata una macchina fabbrica-soldi. Nel frattempo, tuttavia, potrebbe essere utile prendere coscienza della realtà.
Il sistema pensionistico pubblico si basa su un patto fra generazioni. In altre parole: io che lavoro pago con i miei contributi la pensione di chi ha smesso di lavorare; qualcun’altro, quando sarà il momento, pagherà la mia pensione con i suoi. Questo in linea puramente teorica. La verità è che l’Italia è uno dei Paesi più vecchi e longevi al mondo. Nel 2030 gli anziani +64 saranno più del 26% della popolazione: ci saranno 4 milioni di persone non attive in più e 2 milioni di attivi in meno.
Il sistema pensionistico dovrà confrontarsi con seri problemi di compatibilità ed equità. Nel 2040 i lavoratori dipendenti beneficeranno di una pensione pari al 60% dell’ultima retribuzione, mentre gli autonomi vedranno ridursi il tasso fino a meno del 40%.
Una soluzione però c’è: l’avvio precoce di un piano di risparmio a fini pensionistici. D’accordo la crisi economica ma, visto che l’età avanza per tutti, arriverà un momento in cui faremo i conti con le nostre politiche di risparmio. Alla fine del nostro ciclo lavorativo, crisi o non crisi, il tenore di vita verrà adeguato alle risorse finanziarie disponibili: o avremo creato un capitale rinunciando da adesso ad una piccola parte di consumi o non ci sarà più tempo per rimediare agli errori di pianificazione!
Non esiste una ricetta miracolosa per riuscire a risparmiare ed alcuni si trovano in condizioni oggettivamente difficili per farlo. Tuttavia è necessario porre subito il risparmio tra gli obiettivi primari. Non scoraggiarti se adesso a malapena puoi accantonare cifre modeste, di 50 o 100 euro: l’importante è cominciare avendo chiaro che più tempo avrai a disposizione, più le tue possibilità di accrescere il capitale futuro aumenteranno. So che è difficile ragionare (e rinunciare ad un pezzo della tua ricchezza attuale) guardando avanti di 30-40 anni, ma procrastinare ha un costo troppo alto. E lo dimostro simulando l’andamento di una polizza vita (la più performante del 2015) in cui accantonare 100 euro al mese indicizzati, ad un’ipotesi di rendimento del 2%. Se all’età di 30 anni ritieni che sia ancora presto accantonare 100 euro al mese per quando ne avrai 65 e inizi a farlo solo 10 anni più tardi, hai sicuramente speso 100 euro in più ogni mese, ma il risultato reale è che hai perso circa 58.000 euro. Se poi inizi a farlo 20 anni più tardi, perderai circa 97.000 euro! A conti fatti, hai più di un motivo per iniziare a risparmiare sin da subito per il tuo futuro. Non hai più 22 anni e sei tra coloro che hanno procrastinato fino ad oggi?
Non perdere ulteriore tempo e inizia.

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n. 10 / Dicembre 2017

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