ABC della finanza, le buone prassi

ABC della finanza, le buone prassi

Educazione finanziaria per essere preparati a fare sempre la scelta giusta
Chi ne sa di più, pianifica di più. E chi resta indietro, rischia

Gli americani si sono molto scandalizzati quando hanno scoperto di essere arrivati solo al 14° posto nella speciale classifica sull’educazione finanziaria curata da Standard & Poor’s assieme alla Banca Mondiale, all’Istituto Gallup e alla George Washington University. E noi cosa dovremmo dire, con l’Italia che arranca al 63° posto della classifica dietro a nazioni come Senegal, Zambia e Madagascar? Incredibile ma vero: uno dei Paesi più ricchi e sviluppati dell’occidente è stato battuto dall’Africa in fatto di nozioni di base di finanza.
Come si è determinato questo paradosso? La risposta è semplice e, al contempo, complessa. La semplicità risiede nel fatto che come qualsiasi altro processo educativo anche quello finanziario non è mai né statico né irreversibile. E l’esatta conferma di questa evidenza è l’estrema volatilità che investe i mercati finanziari dopo la crisi in corso dal 2008. Un’indagine più approfondita ci spinge però a constatare come non siano tempi facili per i risparmiatori. Il clima di persistente incertezza e precarietà lavorativa, l’eccessivo affidamento ad un Welfare sempre più debole, la complessità delle leggi e dei prospetti informativi, pure concepiti come elementi di tutela, fa sì che i risparmiatori si sentano poco preparati a gestire ogni scelta economica con la necessaria consapevolezza sulle caratteristiche degli strumenti finanziari, sui rischi effettivi che si stanno correndo e sul modo migliore per proteggersi. E questa loro debolezza li porta scegliere gli strumenti finanziari (conto corrente, bancomat e carte di credito, mutuo, prestito personale, RC auto, RC capofamiglia, polizza Vita e infortuni, polizza malattia, risparmio/investimento) in modo non oculato né tempestivo.
Ma perché è un problema essere poco ferrati in educazione finanziaria? Lo è, perché l’ignoranza ha un prezzo, a volte non indifferente: ci si indebita di più e si risparmia meno.
Come difendersi, allora? Uno strumento molto utile per identificare le esigenze e l’ordine di priorità in cui soddisfarle è la piramide della pianificazione finanziaria-assicurativa. Alla base c’è la tutela di persone e cose che ci appartengono rispetto a shock economici inattesi, come quelli causati da eventi non prevedibili: divenire invalido, morire troppo presto, far fronte ad una richiesta di risarcimento per danni involontariamente causati a terzi … Attivi gestori di rischi che possano compromettere la sicurezza della famiglia, dunque, ma anche attenti pianificatori dei propri risparmi: gestendo al meglio i flussi di cassa per le necessità quotidiane, mantenendo una riserva di liquidità per affrontare spese impreviste, pianificando con anticipo il proprio pensionamento al fine di mantenere inalterato il proprio tenore di vita nel tempo e garantirsi un futuro sereno. Solo una volta risolte tali necessità primarie, è ragionevole dedicarsi alla crescita del proprio patrimonio, massimizzando in maniera equilibrata il rendimento dei propri risparmi e svincolandone una parte per rischiare di più.
Lo so… molti dei lettori conoscono la piramide… capovolta! Per ripristinare gli equilibri sono necessarie decisioni consapevoli ed intelligenti. Perché se il cambiamento è inevitabile, la crescita personale è una scelta da non rimandare!
di Giusy Insalata

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n. 10 / Dicembre 2017

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