Prevenire il carcinoma orale

Prevenire il carcinoma orale

Da maggio a giugno, il mese della prevenzione. Da maggio a giugno, il mese della prevenzione
di Valentina La Riccia - Dentista

Il 17 maggio in molte piazze italiane, vi è l’annuale appuntamento con i volontari dell’Oral cancer day, una giornata promossa dall’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) per la prevenzione del carcinoma orale. Dal 19 maggio al 19 giugno, invece, gli odontoiatri aderenti all’iniziativa si metteranno gratuitamente a disposizione dei pazienti che desiderano sottoporsi ad una visita di controllo.
Il cancro orale è la neoplasia maligna più frequente del distretto testa-collo. Eppure, basta solo un semplice esame clinico odontoiatrico per avere un sospetto diagnostico: sottoporsi a visite periodiche potrebbe ridurre considerevolmente la percentuale di cancro diagnosticato in stadio avanzato. Pensate che se il carcinoma viene scoperto in fase iniziale, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è prossima al 94%, ma se scoperto tardivamente scende al 5% appena. Esso si riscontra più frequentemente fra gli uomini di età compresa tra i 50 ed i 70 anni, anche se ultimamente sta crescendo il numero di pazienti al di sotto dei 45 anni e di sesso femminile a causa dell’adozione precoce e diffusa di abitudini di vita dannose, che fanno parte dei fattori di rischio del carcinoma orale. Essi sono: cattiva igiene orale, uso di tabacco, abuso di alcool, esposizione a radiazioni UV, carenza di ferro ed antiossidanti nella dieta, traumi cronici a carico delle mucose orali, infezioni da HPV o Candida, lesioni o condizioni precancerose. Se associati fra loro (ad esempio alcool unito al fumo) questi fattori aumentano notevolmente la possibilità di ammalarsi.
Il cancro orale si manifesta più frequentemente a carico delle cellule di rivestimento della lingua, del pavimento orale (la mucosa su cui poggia la lingua) e dei pilastri palatini, ma possono essere colpite tutte le mucose del cavo orale. La neoplasia può diffondersi localmente o causare metastasi a distanza. Il dolore non è necessariamente presente. Devono insospettirvi: un’ulcera orale che non guarisce da più di due settimane, una ferita chirurgica che non guarisce da più di quindici giorni, un cambiamento del normale colore delle mucose, la comparsa di un nodulo o di un’escrescenza molle bianca o rossa, denti che vacillano in modo progressivamente ingravescente, gengive gonfie o sanguinanti, un’asimmetria del volto che non trova altre cause possibili, alterazioni della normale sensibilità nervosa. Prevenirlo si può. Come? Innanzitutto allontanate dalla vostra vita tutti i possibili fattori di rischio. Inoltre, se siete portatori di protesi e doveste avvertire fastidi o un’improvvisa perdita di stabilità della stessa, contattate l’odontoiatra, recatevi dal dentista periodicamente per una visita di controllo e infine osservate la vostra bocca. Ecco alcune indicazioni utili per imparare a svolgere un’accurata auto-osservazione: davanti ad uno specchio, aiutandovi con le dita per spostare i tessuti e per palparli, osservate le labbra esternamente ed internamente. Passate poi alla mucosa che riveste internamente la guancia. Poi controllate il palato, le gengive e passate infine al pavimento orale palpando quest’ultimo con le dita delle due mani (un dito internamente e l’altro sulla cute). Le mucose normalmente hanno un colore roseo, sono prive di ulcerazioni, di noduli, di vegetazioni o di macchie bianche o rosse, sono lisce al tatto e di consistenza molle. Qualsiasi cambiamento di colore o di consistenza deve essere sottoposto all’attenzione del vostro dentista.
In riferimento all’articolo “Tutte le figure dell’odontoiatra”, nel quale si definiva l’igienista dentale come Operatore sanitario in possesso del diploma di laurea triennale facendo riferimento al decreto ministeriale n.669 del 1994, Domenico Pignataro, presidente regionale della Associazione Igienisti Dentali Italiani precisa che “quel decreto è stato superato, con il Decreto Ministeriale 15 marzo 1999, n. 137. Da quel momento in poi l’igienista dentale per essere tale, deve conseguire una Laurea di primo livello (triennale) e di fatto diventa da operatore sanitario a professionista sanitario. La differenza non è solo di forma, in quanto il professionista a differenza dell’operatore può svolgere la professione anche in forma autonoma”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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