Vincere la dipendenza dal tabacco

Vincere la dipendenza dal tabacco

Sostitutivi nicotinici e alternative alla sigaretta: i consigli dei medici.
Fumare fa male alla bocca e al corpo: gli ‘aiutini’ per smettere definitivamente.

Come ogni anno, il 31 maggio, si è celebrata la giornata mondiale senza tabacco, per sensibilizzare la popolazione ai danni del fumo e per incentivare la cessazione del vizio dannoso. In Italia, secondo le stime DOXA riferite al 2016, i fumatori sono 11.5 milioni, un numero che non cala rispetto all’anno precedente. Continuano a fumare infatti quasi 7 milioni di uomini e 4 milioni e mezzo di donne, il 22% della popolazione. Gli ultrasessantacinquenni fumano meno rispetto ai giovani e giovanissimi. Il consumo medio si attesta intorno a 13 sigarette al giorno. Sempre nel 2016 si è registrato per la prima volta dopo 3 anni, un aumento dell’uso della sigaretta elettronica: si tratta soprattutto di consumatori duali, cioè affezionati sia alla sigaretta tradizionale che all’e-cig, della quale però non si conoscono ancora gli effetti a lungo termine sulla salute delle persone. Questi dati servono a chiarire la portata di un evento tanto globale e radicato quanto dannoso. È ben noto che fumare faccia male alla bocca e a tutto il corpo, ma la sigaretta esercita ancora una notevole attrattiva. Troppo spesso la forza di volontà vacilla e ogni tentativo di gettare per sempre il pacchetto di sigarette senza richiedere l’aiuto di uno specialista risulta vano. Medici di famiglia, pneumologi, oncologi, dentisti, centri antifumo possono aiutare e fornire un valido supporto. Facciamo chiarezza sulle terapie convalidate da evidenze scientifiche e che i medici possono consigliare per almeno tre mesi. Innanzitutto, per capirne il funzionamento, occorre fare un accenno al meccanismo d’azione della nicotina, la sostanza psicoattiva che è contenuta nelle sigarette. Una volta inalata, la nicotina si diffonde in circolo e arriva al sistema nervoso centrale, dove si lega ai recettori della dopamina, aumentandone la loro attività: per mantenere nel tempo gli aumentati livelli di dopamina, recettore del piacere e del benessere, il corpo è stimolato a ricercare una nuova somministrazione. Per questo motivo i farmaci sostitutivi nicotinici (cerotti, caramelle, gomme etc.) possono rivelarsi molto utili. Essi rilasciano nicotina più lentamente per contrastare gli effetti dell’astinenza: il dosaggio deve essere deciso dal medico. Questi farmaci sono utili al primo tentativo di smettere nei pazienti con una dipendenza moderata. Il bupropione è un antidepressivo utile per i forti fumatori. Esso stimola la dopamina ed inibisce la noradrenalina, che di solito si attiva quando manca la nicotina causando ansia, aumento dell’appetito, insonnia e disturbi dell’umore. In coloro che hanno un’elevata dipendenza può rivelarsi utile la vareniclina, agonista parziale della nicotina: occupa i siti di legame sui neuroni impedendo alla nicotina di legarsi e stimolando al contempo il rilascio parziale della dopamina. Riduce i sintomi dell’astinenza e della dipendenza. Fondamentale è il supporto psicologico per gestire i momenti di crisi. Il supporto, che si tratti di counseling individuale al telefono o di persona oppure di terapia di gruppo, in abbinamento ai farmaci consente di ottenere risultati più confortanti. Soprattutto la terapia di gruppo consente di condividere con altri fumatori impressioni, sensazioni, problemi e soluzioni partendo dall’esperienza comune di base. Rivolgetevi al centro antifumo più vicino per entrare a far parte di un gruppo di supporto. Le terapie alternative (ipnosi, agopuntura, fitoterapia, citisina) non sono ancora validate da sufficienti studi scientifici a lungo termine.


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n. 10 / Dicembre 2017

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