Parodontite, prevenirla e curarla

Parodontite, prevenirla e curarla

Denti puliti, sani e allineati. Ma il segreto di un sorriso sano è nelle gengive
Se non adeguatamente trattata, comporta la perdita dei denti Tra i fattori di rischio fumo, alcol, diabete, obesità e gravidanza

Il segreto di un sorriso sano? Denti puliti, bianchi ed allineati ma non solo. La salute del tessuto di supporto dei denti (tessuto parodontale) è imprescindibile per mantenere la dentatura forte nel tempo. La radice dei denti, in condizioni di salute parodontale, è ben salda all’interno dell’osso alveolare, completamente ricoperta dalle gengive.
Nel nostro cavo orale albergano specie batteriche che, in certe condizioni, possono aggredire i tessuti di supporto dei denti e causare la malattia parodontale: se non adeguatamente curata, essa può comportare la completa perdita di attacco dei denti, che diventano mobili fino a cadere.
Come ci si ammala di questa patologia? I soggetti predisposti ed esposti ai fattori di rischio riconosciuti quali scarsa igiene orale (domiciliare e professionale), familiarità, fumo, alcol, diabete, obesità, patologie autoimmuni, gravidanza, hanno una maggiore probabilità di sviluppare la malattia. Le cure funzionano meglio quanto più precocemente si arriva alla diagnosi, pertanto la prima cosa da fare è recarsi subito dal dentista che valuterà la situazione clinica con strumenti in grado di svolgere una valutazione assolutamente rapida ed indolore: sono sufficienti uno specchietto ed una sonda parodontale.
Quest’ultima viene appoggiata lungo il dente per verificare la presenza di tasche parodontali (spazi anomali tra il dente e la gengiva). Il risultato di questo screening rivelerà se si tratta di un’infiammazione superficiale e reversibile del parodonto oppure se il problema è più grave.
La prima forma con cui si manifesta l’infiammazione del parodonto è la gengivite, una malattia reversibile che si manifesta con gengive rosse, gonfie, dolenti e sanguinanti. Con gli opportuni interventi odontoiatrici sia alla poltrona del dentista che a casa, è possibile controllarla fino alla sua remissione. Nel momento in cui, invece, si è instaurata la malattia parodontale, la terapia deve essere adeguata alla gravità del singolo caso.
Esistono sostanzialmente due forme di parodontite, di cui soffrono in Italia 8 milioni di persone: la forma cronica (che si instaura solitamente dopo i 50 anni) e la forma aggressiva (detta anche “giovanile”). Il primo approccio in entrambi i casi prevede la rimozione accurata del tartaro sopragengivale e sottogengivale con strumenti manuali o ultrasonici che disgregano il tartaro e quindi il biofilm batterico. La terapia parodontale viene coadiuvata da prodotti specifici (colluttori, gel, dentifrici, farmaci) prescritti dal medico (mai affidarsi al fai da te!) che hanno un’attività antisettica-antibiotica per contrastare l’azione dei batteri parodontopatogeni. La parodontite è una patologia cronica che richiede interventi accurati e specifici. Fondamentale è la grande motivazione all’igiene orale da parte del paziente. A distanza di tre mesi dalla terapia meccanica professionale di rimozione degli aggregati batterici, si rivaluta con la sonda parodontale lo stato del parodonto: si deciderà quindi se proseguire con una terapia di mantenimento o con ulteriori indagini in vista della necessità di un intervento più complesso.
Talvolta i sintomi possono essere molto sfumati e quasi impercettibili, perciò è opportuno recarsi con cadenza semestrale dal dentista per una visita. Come sempre la cosa migliore che possiamo fare è giocare d’anticipo con l’arma più potente e sicura che possediamo: la prevenzione.

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n. 10 / Dicembre 2017

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