Denti decidui: quando spuntano?

Denti decidui: quando spuntano?

Le raccomandazioni che ogni genitore deve mettere in pratica
Curare l’igiene orale dei bebè prima dell’eruzione dei denti: Oggi, sette mamme su dieci dimenticano questa operazione

L’essere umano, come quasi tutti i mammiferi, è difiodonte ossia ha due dentizioni. La prima (decidua o da latte o caduca) che lo accompagna per la prima parte della vita e la seconda ed ultima, dal momento della permuta in poi. In particolare il cucciolo d’uomo presenta una dentizione decidua a 20 denti, 10 superiori ed altrettanti inferiori: 8 incisivi, 4 canini e 8 molaretti in totale. Essi riproducono la forma dei denti definitivi. Rispetto alla dentizione permanente, quella caduca è mancante dei premolari.
Di solito il timing eruttivo (ossia il processo di eruzione scandito per età) segue uno schema preciso: i primi dentini ad erompere a partire dai 6 mesi sono gli incisivi inferiori, poi i superiori; verso i 12 mesi spuntano i primi molaretti inferiori, seguiti dai superiori, dai canini ed infine dai secondi molari. Solitamente i denti dell’arcata inferiore erompono prima rispetto a quelli dell’arcata antagonista. Tra i 2 e i 3 anni si completa la dentizione decidua.
Se i dentini del vostro bambino non seguono alla lettera lo schema appena descritto non c’è da temere ma è opportuno in ogni caso richiedere entro i 3 anni di età una visita dal dentista.
I denti da latte in eruzione possono provocare un aumento della salivazione e qualche doloretto, pertanto il bebè potrebbe diventare irrequieto, alla ricerca di coccole e sollievo ad esempio portando più spesso le dita alla bocca. In questi casi, rimedi molto utili sono i dentaruoli da mordicchiare: dateli al bambino dopo averli lasciati in frigorifero per un’ora e allevieranno il fastidio grazie all’effetto freddo ed alla loro consistenza.
Due sono le raccomandazioni che ogni genitore deve assolutamente mettere in pratica quando inizia l’eruzione dei dentini da latte. Innanzitutto abbandonare quanto prima il ciuccio: infatti continuare ad utilizzarlo può compromettere l’armonico sviluppo delle ossa mascellari e favorire le alterazioni dentali e scheletriche (palato stretto, denti sporgenti, morso aperto…) che potranno essere risolte solamente attraverso l’impiego di un apparecchietto ortodontico; in secondo luogo, ma non meno importante, è fondamentale curare sin da subito l’igiene orale del bebè, ossia sin dalla nascita, ben prima che i dentini abbiano fatto capolino. È indicato passare delicatamente una garza imbevuta di soluzione fisiologica sulle arcate dopo ogni poppata; in alternativa esistono ditali in gomma appositi che possono essere utilizzati per detergere il cavo orale del bambino dopo averlo alimentato.
Sette mamme su dieci dimenticano questa operazione: ricordate che il batterio responsabile della carie (Streptococcus mutans), può contaminare la bocca anche prima dell’eruzione dei denti, infatti il cavo orale del bebè è sterile solo alla nascita. Anche la mamma deve curare la sua igiene ed accertarsi di avere una bocca sana perché la carie è una malattia trasmissibile attraverso la saliva: per questo non si deve mai mettere in bocca il cucchiaino o il ciuccio del bambino. Quando saranno spuntati i dentini, diventa d’obbligo utilizzare uno spazzolino da denti a setole molto morbide per detergere le superfici dentali. Niente dentifricio fino a tre anni. E se i dentini sono cariati? L’indicazione è di curarli subito, infatti trascurare una carie di un dente deciduo non è affatto la scelta migliore: ogni singolo dentino da latte fa da guida per l’eruzione del corrispondente dente permanente, a cui garantirà forza, lunga vita ed una posizione corretta se il bambino lo avrà conservato in salute fino alla sua caduta.
di Valentina La Riccia

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n. 10 / Dicembre 2017

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