Reazioni allergiche: che fare?

Reazioni allergiche: che fare?

Come scegliere le cure più idonee per ciascuno
Nel 40% dei casi la reazione si scatena contro l’antibiotico
di Valentina La Riccia


Vi è mai capitato di assumere un farmaco e poi di ritrovarvi con il viso rosso, gonfio, la sensazione di non respirare e il bisogno di correre in pronto soccorso? La sensazione è tra le più spiacevoli ed allarmanti che ci siano. L’allergia ai farmaci è una situazione fortunatamente non molto frequente che si scatena quando il sistema immunitario del paziente viene in contatto con una molecola che ne scatena l’attivazione producendo anticorpi specifici. È causata da una ipersensibilità individuale a determinate sostanze: nel 40% dei casi si verifica dopo aver assunto un antibiotico.

Esistono diverse classi di antibiotici (penicilline, macrolidi, chinoloni etc.) e si sceglie di volta in volta la molecola più idonea in base alla patologia, allo spettro di azione del farmaco (più è ad ampio spettro, più l’antibiotico riesce ad agire contro molti tipi di batteri diversi), al meccanismo di azione (attive contro la parete cellulare, contro la sintesi proteica, contro gli acidi nucleici…) ed alla sicurezza del paziente. Non tutti sanno di essere allergici ad un determinato farmaco e, quando si verifica la crisi, questa può essere confusa con altri effetti tossici del farmaco come ad esempio sovradosaggio o interazioni con altre sostanze.  La parola “farmaco”, di etimologia greca, significa letteralmente “veleno”. Non saltiamo a errate conclusioni e facili allarmismi: i farmaci sono da sempre una grandissima risorsa per l’umanità, che al giorno d’oggi sarebbe stata decimata dalle malattie, se la medicina non avesse fornito le cure ed i medicamenti di cui necessitiamo. È importante tuttavia essere prudenti.

La reazione allergica in genere si manifesta con prurito, gonfiore (angioedema), difficoltà respiratorie fino allo shock anafilattico. Per escludere ogni altro tipo di reazione e fare una diagnosi medica precisa di allergia ad un determinato farmaco, è importante fare un’attenta anamnesi cioè ricostruire tutto ciò che si è assunto o toccato nelle ore precedenti all’evento ed effettuare le prove allergologiche. Infatti saltare a conclusioni affrettate e dichiarare di essere allergici ad un determinato farmaco senza aver fatto tutti gli accertamenti del caso, rischia di impedire ad un paziente di beneficiare di una classe di farmaci senza tra l’altro individuare con esattezza la causa scatenante dell’allergia ed esponendo al rischio di un nuovo attacco. Quando si verifica una probabile reazione allergica ad un farmaco, la prima cosa da fare è richiedere l’intervento del medico di famiglia o recarsi in pronto soccorso portando con sé il farmaco che sospettiamo essere stato il responsabile della crisi. I medici valuteranno il caso e somministreranno cortisonici, antistaminici ed eventualmente adrenalina.

Una volta risolta la crisi e ottenuta la conferma diagnostica di allergia, si eviterà il farmaco sospettato. Bisogna informare il proprio medico curante e l’odontoiatra di tutte le allergie (farmacologiche, alimentari, al lattice etc.) di cui si soffre: insieme si valuterà l’impiego di farmaci alternativi da associare eventualmente ad una premedicazione con antistaminici. Al policlinico Gemelli di Roma sono state predisposte delle card per i pazienti sulle quali annotare quali farmaci sono sicuri e quali invece scatenano la reazione allergica nel paziente. Potrebbe essere utile segnalare le allergie di cui si soffre sulla carta d’identità.

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n. 10 / Dicembre 2017

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