Antibiotici: maneggiare con cura

Antibiotici: maneggiare con cura

L’abuso può essere controproducente
Questo tipo di farmaco è efficace contro i batteri Nulla può sui virus, causa di sindromi influenzali
di Valentina La Riccia


L’inverno è arrivato e con esso anche i cosiddetti “malanni di stagione”. Al primo raffreddore o influenza, il ricorso immediato all’antibiotico è purtroppo molto diffuso tra i pazienti ma non è sempre giustificato, anzi rischia di trasformare una patologia più o meno banale e certamente risolvibile al meglio in altro modo, in un vero calvario. Questo tipo di farmaco infatti è una risorsa efficace esclusivamente contro i batteri (infezioni batteriche, ascessi, nella profilassi in vista di un intervento chirurgico etc.) mentre non ha nessun effetto sui virus che sono la causa di raffreddori e sindromi influenzali. In Italia la situazione non è positiva: secondo il rapporto dell’European Center for Diseases Control (Ecdc) del 2014, ogni anno in Italia si spende circa 1miliardo di euro in antibiotici, a fronte di una spesa farmaceutica complessiva di 26 miliardi. “Antibiotics: Handle With Care” è lo slogan della campagna OMS 2015 sull’uso consapevole degli antibiotici, perché si tratta dei farmaci più usati in modo poco responsabile, con conseguenze importanti come lo sviluppo di resistenze batteriche.

I dati sono impressionanti: dal rapporto del Cabinet Office britannico emerge che la diffusione dei batteri antibiotico-resistenti in grado di “disattivare” i farmaci, potrebbe causare 200mila contagi nei prossimi 20 anni e 80mila decessi nel solo Regno Unito. Abusare dei farmaci ha conseguenze importanti: infatti i pazienti ammalati non rispondono più alla terapia con gli antibiotici disponibili, la molecola scelta per combattere la patologia risulta inefficace e, per debellare la malattia, saremo costretti a cambiare antibiotico. Questo a sua volta ha importanti ripercussioni negative sia sulla salute psico-fisica in quanto si ritarda la guarigione prolungando lo stato di malessere, che sul portafogli poiché bisogna fronteggiare un’ulteriore spesa economico-sanitaria e perché si registra un aumento della morbilità (numero di giorni di assenza dal lavoro). Se pensiamo anche al fatto che alcuni non possono beneficiare di tutte le classi di antibiotico esistenti, comprendiamo quale sia la portata dell’evento, infatti In Italia nel 2013 sono state più di 40mila le segnalazioni di reazioni avverse ai farmaci.

È sempre importante approcciarsi ai medicinali solo se vi è la reale indicazione e su prescrizione del medico. Per contrastare il problema dell’antibiotico-resistenza, sono in studio nuove molecole antimicrobiche attive anche contro i batteri mutati ma intanto il consiglio è quello di assumere l’antibiotico solo se ve ne è l’indicazione. Non inficiamo l’utilità di questi farmaci, tanto importanti da marcare il passaggio dall’era pre-antibiotica a quella post-antibiotica: utilizziamoli responsabilmente e premuniamoci facendo prevenzione.

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n. 10 / Dicembre 2017

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