Fluoroprofilassi sì o no?

Fluoroprofilassi sì o no?

Il fluoro è fondamentale per la salute dei denti
Il suo assorbimento avviene tramite la dieta o preparati specifici,
se assunto in eccesso provoca macchie sulle superfici dentarie
di Valentina La Riccia

Il fluoro è un elemento molto importante per i denti. Durante gli anni della crescita ne influenza positivamente lo sviluppo e conferisce loro durezza, poiché aiuta l’organismo a ritenere il calcio, e li rende più resistenti alla carie. Se assunto correttamente e nelle giuste quantità è ottimo per preservare la salute dei denti. Possiamo trovarlo naturalmente in acqua, thè, latte, frutta, verdure a foglia verde (spinaci, asparagi…), pesce, cereali integrali e semi di girasole, ma in commercio esistono numerose preparazioni al fluoro come dentifrici, gel e vernici dentali da applicare sui denti per attuare così la fluoroprofilassi.

La dose giornaliera raccomandata di fluoro per i bambini è variabile in base all’età mentre per gli adulti è pari a 1 mg: in generale per un bambino è opportuno utilizzare un dentifricio che contiene 500 ppm (parti per milione) di fluoro mentre per un adulto 1000 ppm. Questo, unitamente alla dieta, aiuta a garantire l’apporto quotidiano sufficiente.
Quando c’è carenza di fluoro, è indicato ricorrere ad agenti fluorati da applicare topicamente sui denti o da assumere per bocca (pastiglie o gocce), ma ricordiamo che la via topica risulta essere la via di somministrazione in grado di fornire concentrazioni molto più elevate di fluoro nella saliva rispetto ad altre. Infatti, secondo le ultime linee guida ministeriali, il miglior agente remineralizzante dei denti è proprio la saliva e le concentrazioni massime di fluoro nella saliva si ottengono con l’applicazione di composti fluorati (ad es. dentifrici) direttamente sui denti. Analogamente, secondo le ultime raccomandazioni cliniche, somministrare le pastiglie al fluoro alla mamma in gravidanza per favorire il sano sviluppo dei dentini del nascituro non è più indicato in quanto non trova supporto dalle evidenze scientifiche disponibili, infatti l’azione di contrasto alla carie da parte del fluoro avviene solo dopo l’eruzione dei denti.

Dunque fino ai 6 anni di età è consigliato utilizzare una minima quantità di dentifricio (della grandezza di una lenticchia) contenente un basso dosaggio di fluoro (500 ppm); dai 6 anni in poi, si può passare ad un dentifricio contenente 1000 ppm di fluoro. Se da una parte è così importante assumere un quantitativo sufficiente di fluoro, dall’altra l’eccesso può causare la comparsa di macchie sulle superfici dentarie (fluorosi), per questo è importante fare attenzione e rivolgersi ad un odontoiatra che può valutare se è necessario ricorrere ad ulteriori misure fluoroprofilattiche, come l’applicazione di gel o vernici fluorate direttamente sui denti. Le pastiglie o le gocce restano dei validi integratori per quei pazienti in cui l’assunzione giornaliera di fluoro attraverso la dieta è insufficiente o laddove non è possibile accedere ad acque fluorate (contenenti almeno 0.7 mg/l di fluoro).

La fluorazione delle acque è infatti una misura preventiva adottata in vari Paesi ed utilissima per acquisire il quantitativo adeguato di fluoro ogni giorno. Attraverso il link www.acqueitaliane.fondazioneamga.org è possibile conoscere il contenuto dello ione fluoro nelle più diffuse acque minerali reperibili in Italia. Pertanto se avete dei dubbi rivolgetevi al vostro dentista, infatti è bene assumere fluoro sotto supervisione del medico poiché un’assunzione eccessiva e sregolata può risultare dannosa o perfino tossica.

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n. 10 / Dicembre 2017

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