Si può essere allergici alle cure del dentista?

Si può essere allergici alle cure del dentista?

Reazioni possibili in ambito odontostomatologico
Le allergie ai farmaci possono manifestarsi in vari modi: dall’orticaria allo shock anafilattico, nel peggiore dei casi
di Valentina La Riccia

Le reazioni allergiche sono risposte anomale del sistema immunitario verso allergeni, ossia molecole solitamente innocue per la maggior parte delle persone (pollini, forfore animali etc.). Tuttavia nel linguaggio comune si tende a chiamare allergia qualsiasi reazione indesiderata attribuita (spesso in modo arbitrario e senza una diagnosi medica) ad una sostanza e questo causa fraintendimenti tra medico e paziente ed impedisce a quest’ultimo di beneficiare delle cure migliori.
Dobbiamo sapere che la reazione allergica coinvolge direttamente il sistema immunitario e viene diagnosticata dal medico in modo inequivocabile attraverso test specifici su cute o su sangue. È importante essere precisi, perché esistono anche reazioni avverse non allergiche provocate da altre cause: pensiamo ad esempio che gli anestetici locali possono provocare non solo reazioni allergiche ma più frequentemente psico-somatiche dovute a stress, idiosincrasiche causate da deficienze enzimatiche del paziente oppure tossiche da iperdosaggio.

Oggigiorno la possibilità che si sviluppi una reazione allergica nello studio del dentista è minima, tuttavia esiste, perciò è indispensabile informare il proprio odontoiatra delle eventuali allergie di cui si soffre perché alcuni materiali impiegati comunemente nello studio dentistico possono essere potenzialmente allergizzanti. Le allergie a farmaci come antibiotici, antinfiammatori ed anestetici, possono manifestarsi con l’orticaria, l’asma e la rinite o, nella peggiore delle ipotesi, con lo shock anafilattico, una reazione grave che deve essere curata adeguatamente e tempestivamente. Per quanto concerne invece i prodotti non farmacologici di impiego odontoiatrico come gomme (lattice e additivi), resine, antimicrobici (antisettici per cute o mucose come etanolo e clorexidina, disinfettanti, antibiotici topici), coloranti, preservanti (parabeni), aromatizzanti, detergenti (contenuti in dentifrici e colluttori), metalli, amalgama d’argento etc., questi possono causare dermatiti e stomatiti allergiche da contatto.

In genere la mucosa orale si sensibilizza meno rispetto alla cute poiché la ricca vascolarizzazione di cui è dotata allontana rapidamente l’allergene e la saliva lo diluisce in concentrazioni non sensibilizzanti, tuttavia potrebbero manifestarsi senso di torpore, dolore o bruciore del cavo orale, alterazioni nella percezione dei gusti e xerostomia (bocca secca) non necessariamente accompagnati da segni clinici quali iperemia (mucose arrossate), edemi, afte, cheiliti e dermatiti nella zona periorale. 

Se vi rivedete in uno dei quadri sopra descritti, dovrete innanzitutto prenotare una visita dall’allergologo che, a seguito di un’accurata anamnesi (cronologia degli eventi e delle sedi, evoluzione delle lesioni, prodotti impiegati recentemente) sceglierà quali allergeni testare. Una volta individuata la sostanza responsabile dell’allergia, la terapia della stomatite allergica da contatto consisterà semplicemente nella rimozione della sostanza allergizzante e nella sostituzione con altri prodotti a base di molecole chimicamente diverse. Per favorire la guarigione delle lesioni si consiglia di fare sciacqui con un colluttorio contenente un antinfiammatorio e applicare localmente gel a base di acido ialuronico. Nei casi più importanti si prescriverà una terapia a base di corticosteroidi topici o sistemici.

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n. 10 / Dicembre 2017

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