Lesioni e bruciore: S.O.S. stomatite aftosa

Lesioni e bruciore: S.O.S. stomatite aftosa

Si manifesta spesso nella fascia di età che va dai 20 ai 50 anni

Individuati i fattori associati alla comparsa dei sintomi. Ecco le “buone pratiche” da seguire per ridurre i fastidi

di Valentina La Riccia

Vi è mai capitato di avvertire la sensazione di bruciore alla bocca, che vi rendeva difficile parlare o mangiare? Se la risposta è sì, probabilmente avrete sofferto anche voi di stomatite aftosa. L’afta è infatti la più frequente lesione non traumatica che si manifesta in bocca e che colpisce una fetta piuttosto ampia di popolazione.

Si tratta di una piccola ulcera di forma tondeggiante ricoperta da una patina fibrinosa gialla e contornata da un alone rosso. Solitamente queste ulcere si manifestano in numero esiguo, non sono più grandi di mezzo centimetro e si localizzano sulla mucosa che riveste internamente le labbra o le guance, sulla lingua, sul palato molle o sul pavimento della bocca. La comparsa dell’afta può essere preceduta da una sensazione di tensione o bruciore nella zona interessata, che persiste per uno o due giorni. Le afte possono ripresentarsi ciclicamente. Di aftosi soffrono soprattutto persone nella fascia di età che va dai 20 ai 50 anni, anche se non possono dirsi immuni i bambini o le persone più mature.

Non si tratta di una malattia invalidante o contagiosa ma piuttosto di una condizione fastidiosa perché causa bruciore soprattutto quando si mangia, rendendo difficoltoso alimentarsi. Sebbene non sia stata determinata una causa certa delle afte, sono stati individuati alcuni fattori che sono plausibilmente associati alla loro comparsa: sicuramente si manifestano a causa di un calo delle difese immunitarie, probabilmente sono scatenate da stress, deficit di vitamina B12, vitamina B9 (acido folico) e ferro, per cui si consiglia di non far mai mancare dalla propria tavola frutta, verdura, legumi e alimenti contenenti fermenti lattici, alleati della nostra salute non solo orale ma generale. Inoltre i traumatismi legati ad esempio allo spazzolamento scorretto oppure alla terapia ortodontica, le allergie alimentari o gli squilibri ormonali possono essere coinvolti nell’eziopatogenesi delle ulcere orali. Nella stragrande maggioranza dei casi l’aftosi tende a guarire in 7-10 giorni senza lasciare cicatrici. Tuttavia in casi particolari, come ad esempio nei pazienti HIV-positivi o celiaci, si può manifestare un quadro più severo di stomatite aftosa con ulcere più estese, numerose, profonde, dolorose e con possibili sequele cicatriziali.

Durante la fase acuta si raccomanda di evitare le sostanze alcoliche, acide o piccanti, che possono aggravare il quadro clinico e sintomatologico, preferendo cibi freddi e morbidi. Si suggerisce inoltre di osservare una dieta ipoallergenica per 15 giorni che prevede the (senza limone), riso, carne bianca ed insalata. Si consiglia di applicare localmente una pomata alla Xylocaina su prescrizione medica che annullerà la sensazione dolorosa.

La terapia consiste essenzialmente di sciacqui con acqua e bicarbonato o con del colluttorio a base di clorexidina per tamponare l’acidità ed evitare che si instauri un’infezione batterica. Sono inoltre utili gel a base di acido ialuronico che, se applicati localmente, hanno la funzione di alleviare il fastidio creando una pellicola al disopra dell’ulcera, favorendo una guarigione più rapida. Il gel di aloe vera può essere utile perché, allo stesso modo, crea un velo protettivo che aiuta  la cicatrizzazione. È inoltre importante scegliere prodotti per l’igiene orale delicati come uno spazzolino morbido e dentifrici privi di sodio lauril solfato (tensioattivo piuttosto aggressivo). Nei casi più severi e recidivanti di aftosi si prescrivono farmaci corticosteroidei topici da impiegare per brevi periodi.

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n. 10 / Dicembre 2017

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