Odontofobia: quando il dentista fa paura

Odontofobia: quando il dentista fa paura

Disturbo d’ansia che manifestano 6 persone su 10
Odontofobia: quando il dentista fa paura. Una paura diffusa per la quale il 60% degli italiani evita i controlli. Piccoli segreti per rilassarsi e non soffrire sulla ‘temuta’ poltrona

L’odontofobia è uno dei motivi per cui il 60% degli Italiani non si reca dal dentista almeno una volta ogni anno. Si tratta di un disturbo d’ansia che manifestano 6 persone su 10 e si presenta con diversi gradi di intensità. I pazienti che ne soffrono tendono a mettere in atto strategie di evitamento (ad esempio, rimandando la visita), rinforzando così il timore con ovvie ripercussioni sulla propria salute; quando diventa indispensabile sedersi sulla temuta poltrona, non riescono a rilassarsi completamente e, pensando costantemente che stia per accadere qualcosa di spiacevole, tendono ad amplificare le sensazioni percepite, rendendo difficoltose le cure.

Se vi rivedete in questa descrizione, parlatene al dentista: otterrete i consigli giusti per affrontare e superare questo problema. Ma cerchiamo di capire da dove viene la paura. Essa può nascere in seguito ad un ricordo o ad un condizionamento: i genitori hanno un ruolo importantissimo perché devono far sì che i loro bambini percepiscano uno stato d’animo sereno quando ci si reca dal dentista. Semplicemente ascoltando i commenti o assistendo alla visita odontoiatrica di mamma e papà, si formerà nel bambino l’idea che potrebbe influenzare le sue prossime esperienze. Quando sarà il momento di visitare il bambino, l’odontoiatra lo lascerà prima familiarizzare con gli strumenti spiegando in modo semplice a cosa servono e descriverà chiaramente ogni azione prima di compierla, avvertendolo se percepirà un pizzico oppure un getto d’aria.

Se invece il bambino ha già formato in sé un’idea sfavorevole perché ha vissuto in precedenza un’esperienza odontoiatrica spiacevole o perché trasferisce un’esperienza negativa da un altro ambito sanitario a quello odontoiatrico, riuscirà a tranquillizzarsi col tempo, con la pazienza e con l’abilità dei genitori e del dentista. Proviamo subito a razionalizzare le più comuni paure. Innanzitutto si teme il pensiero di soffrire ma oggigiorno i metodi di controllo del dolore utilizzati in ambito odontoiatrico sono assolutamente efficaci e vengono scelti con cura in base alle esigenze di ogni singolo paziente.

Non dimentichiamo inoltre che il nostro organismo è in grado di difenderci dal dolore attraverso il sistema analgesico endogeno. Ecco come attivarlo in parole semplici: quando avvertiamo una sensazione dolorosa, alcuni neuroni secernono un neurotrasmettitore oppioide chiamato encefalina che spegne la trasmissione del dolore. Inoltre i messaggi dolorosi viaggiano su fibre nervose lente, mentre i segnali tattili e pressori viaggiano su fibre più veloci perciò se, mentre proviamo una sensazione dolorosa, stimoliamo i meccanocettori ad esempio stringendo ritmicamente i pugni, possiamo inibire la trasmissione del dolore. Il rumore degli strumenti utilizzati potrebbe infastidire i pazienti, ma anche a questo c’è un rimedio perché si può usufruire della musicoterapia sulla poltrona per rilassarsi e distrarsi: ormai tutti gli studi offrono un ambiente rasserenante affinché l’esperienza dal dentista sia piacevole il più possibile. Altra paura è quella di non sapere che tipo di gesti stanno per essere compiuti nella propria bocca: allora chiedete pure al vostro dentista di spiegarvi ogni azione che attuerà, sarà felice di farlo. Nei casi più lievi di fobia, sarà sufficiente che il paziente razionalizzi le sue paure, supportato e rassicurato dal dentista e dal personale di studio.

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n. 10 / Dicembre 2017

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