Un viaggio tra musica e teatro

Un viaggio tra musica e teatro

Dal cabaret ai cafè chantant: latitudini musicali da (ri)scoprire
Sul palco la soprano Maria Gabriella Cianci e l’attrice Rosa D’Onofrio

Un viaggio tra musica e parole; tre tappe previste nel percorso artistico tracciato fino al prossimo marzo, per (ri)scoprire le latitudini musicali del Novecento europeo: Germania, Francia e Spagna, le fermate annunciate. Sul palco, due donne e una scena essenziale, ma funzionale a ricreare le atmosfere dei cabaret berlinesi o dei cafè chantant d’Oltralpe, con repertori originali e raramente eseguiti a Foggia.

Sotto le luci della ribalta, accompagnate al pianoforte da Nunzio Aprile, da una parte la voce potente di Maria Gabriella Cianci, soprano e docente del Conservatorio Umberto Giordano, dall’altra la suggestione della parola con l’attrice e performer Rosa d’Onofrio: un dialogo di musica e parole, continui rimandi e contrappunti per ricreare, nella cornice del Piccolo Teatro di via Delli Carri, atmosfere e suggestioni del secolo appena trascorso.  Tutto questo è “Cantando il Novecento Europeo” il cartellone di tre serate inaugurato con “Der Blaue Engel”, con musiche di Weill, Hollander e Gershwin e che proseguirà, il prossimo 6 febbraio con la serata “La vie en rose, chanson d’amour” e le musiche di Satiè, Debussy, Faurè ed Edith Piaf, prima della conclusione - prevista il 27 marzo - con la serata “Cantando a Sevilla” ed un repertorio musicale che abbraccerà almeno un Trentennio di storia: da Rodrigo a Turina, da Obrador a De Falla.

Sicuramente un programma mai ascoltato, poco visto e poco eseguito, soprattutto a Foggia”, precisa la soprano Maria Gabriella Cianci, che degli spettacoli in cartellone cura anche la regia. “Ogni serata è strutturata come un vero e proprio spettacolo musicale-teatrale e non un recital vocale. La voce narrante di Rosa D’Onofrio rappresenta un’anteprima suggestiva ai brani eseguiti, un’anticipazione emotiva che aiuta e predispone il pubblico all’ascolto in lingua originale. Una preparazione all’aspetto sentimentale, emotivo e psicologico della parte cantata”. Sul palcoscenico, nulla viene lasciato al caso: dal trucco alle luci, passando per gli abiti di scena.“I costumi sono presi da una mia collezione personale, tutti abiti vintage dell’epoca. Fondamentale è l’attenzione al trucco: una “maschera” che serviva a nascondere i sentimenti negativi, di paura e rassegnazione, rispetto al momento storico preso in considerazione; una maschera d’artista che cerca di regalare momenti di felicità, evasione dalla realtà al suo pubblico. Una serenità apparente, tratteggiata da una musica leggera ma intensa e sentimentale, a tratti malinconica, che doveva portare interprete e pubblico a lasciare per una manciata di ore la storia oltre la porta”.

Il cartellone degli eventi “Cantando il Novecento Europeo” arricchisce la stagione del Piccolo Teatro e della Compagnia Palcoscenico ed è organizzato in collaborazione con l’Associazione Bel Canto. Per info: 0881.723454.

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n. 10 / Dicembre 2017

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