“Poena” d’amore

“Poena” d’amore

Spettacolo teatrale del CUT Foggia ispirato alle Heroides di Ovidio
In un mare di lettere e parole, dove antico e nuovo si fondono in un unico messaggio di speranza

La pena non è solo uno stato d’animo, la sofferenza non è solo la riga di una lacrima. Ma ha un volto e una voce, ed un profilo sottile che si staglia - bianco, immacolato, quasi evanescente - sulle pareti scure di una stanza senza tempo, viatico per la libertà. La pena si fa carne, e si impossessa del cuore ferito di una giovane donna, troppo fragile per accogliere i sospiri di generazioni di donne di ogni epoca e luogo, ma abbastanza forte per sciogliere i legacci che stringono ogni amante ferita al proprio tormento.

Tutto questo è “Poena”, nuova produzione del Centro Universitario Teatrale - CUT Foggia, un esperimento riuscito liberamente tratto dalle Heroides di Ovidio e presentato alla città sul palco del Piccolo Teatro di Foggia, nell’ambito della stagione CUT “Cultura è passione”. In “Poena” tutto riverbera in una stanza senza ingressi, né uscite. Una condizione mentale, forse, una chambre d’écho di emozioni e ricordi fissati su fogli immacolati che li rendono eterni.
E’ in questo mare di lettere provenienti da luoghi e tempi lontani, che vive una ragazza dalla pelle candida in attesa del suo René, un gatto o più semplicemente il ricordo di un amore perduto. In questo luogo onirico e inafferrabile - ben costruito da Stefano Tornese, regista della piéce che ne ha curato anche l’allestimento scenografico - l’inchiostro di milioni di confessioni trasuda emozioni contrastanti, di amore e odio, ma soprattutto dolore.

Non importa il nome, la firma in calce, sia Medea, Ipsipile, Arianna o Saffo. Ogni storia è la storia di questa giovane custode che la pervade fin dentro le ossa, fino a trascinarla al fondo, dalla cima di una rupe. A dare consistenza a questa donna evanescente, come di filigrana, è Mariangela Conte, attrice foggiana diplomata all’Accademia Teatrale “Sofia Amendolea” di Roma, capace di dare voce e spessore al testo (originale), la cui trasposizione drammaturgica è stata curata da Andrea G. Castriotta, altro talento foggiano cresciuto nel CUT ed ora approdato alla Scuola Holden di Alessandro Baricco. “Rapportarmi con le Heroides non è stato semplice”, spiega Castriotta. “Nel corso del lavoro, Poena ha subito vari cambiamenti, anche drastici. Fino a quando non è nato un personaggio - una donna - forte abbastanza da riuscire a portarmi dove voleva. A metà dell’opera, non riuscivo più a seguire la struttura che avevo stabilito, poiché Poena se ne ribellava. Ho lasciato, allora, che agisse come avrebbe fatto lei, e le sue parole sono venute fuori da sole”.

Poena” è una produzione che incarna appieno le peculiarità del CUT Foggia, da sempre spinto dalla volontà di affrontare la materia teatrale come approfondimento di contenuti ed argomenti classici, scientifici e, più in generale, di alto profilo culturale. Uno spettacolo fortemente voluto dal presidente del Cut Foggia, il professore Giovanni Cipriani, ordinario di Lingua e Letteratura Latina nonché Prorettore e Delegato alle Politiche culturali dell’Università di Foggia.
Poena - conclude Stefano Tornese - è un mondo intero in una stanza, un affollamento di solitudini, un viaggio senza tempo ma con un percorso già tracciato: mescolando le carte che custodiscono confessioni dolorose di donne di ogni epoca, l’antico e il contemporaneo si fondono in un unico messaggio di speranza”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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