Il nuovo volto dei ‘musei’

Il nuovo volto dei ‘musei’

di Michela Serafino - Sociologa

L’immagine del museo a cosa riconduce? Spesso ad una location di cultura dal carattere rigoroso, destinato solo a professionisti ed appassionati. Eppure, numerosi sono gli organi museali stranieri ed italiani che tra installazioni, mostre ed esposizioni riecheggiano il proprio nome fra le attrazioni turistiche di maggior rilievo. Basti pensare al Peggy Guggenheim, ai Musei Capitolini, Brera o agli Uffizi; ad esempio.
Per chi non lo sapesse, anche la Puglia denota un prestigioso patrimonio culturale. Normanni, svevi ed angioini hanno costellato le coste e i cucuzzoli della nostra ammirabile regione di castelli e dimore di unica fattezza; per non parlare poi di greci, romani ed antiche popolazioni autoctone come dauni e japigi che fanno ancora parlare di sé. Proprio per questa ragione storica, pare che il nostro patrimonio storico artistico sia invidiato da molti tanto da essere valorizzato e tutelato secondo tutti i canoni legislativi previsti dal MIBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) che dal 2014, a tal proposito, vi si applica con molte novità interessanti. Una lunga serie di modifiche normative, a cui lo stesso dicastero è stato sottoposto nel corso degli anni, hanno fatto sì che oggi la Puglia, insieme ad altre regioni della Penisola, possieda un segretariato regionale coordinante la Soprintendenza archeologica, archivistica, di belle arti e paesaggio. Una tutela efficace volta al controllo della cultura e della comunicazione del territorio.
In questa nuova visione, le note pinacoteche locali come la Galleria Nazionale “Girolamo e Rosaria Devanna” a Bitonto, l’elegante Palazzo Sinesi, custode della preziosa ceramica canosina, e Palazzo Jatta a Ruvo di Puglia hanno iniziato a splendere di luce propria e della giusta funzione dell’operato. E i castelli? Anche il magnifico Castel del Monte con le sue 16 sale federiciane, il Castello di Copertino, la gipsoteca nel Castello Svevo di Bari e la rocca di Trani, stravagante spazio espositivo per le installazioni contemporanee, si confermano le mete e le opere di maggiore successo nei risultati del turismo culturale. Dopo anni di lunga “gestazione”, infatti, il Polo museale di Puglia mira a mutare radicalmente l’immagine monotona e passiva del museo: la chiave di lettura è la tecnologia che apre le porte all’accessibilità.
La novità consiste nella diffusione della conoscenza tramite una didattica interattiva affiancata dal coordinamento di tutte le attività istituzionali (alternanza scuola-lavoro, tirocini, collaborazioni) con un sistema di gestione digitalizzato ed informatico. Un cambiamento radicale, soprattutto per quel che riguarda i tesori a cielo aperto dell’archeologia come il parco di Altamura, interamente dedicato al paleolitico di Puglia e alla storia del pane nella sezione “preistoria del cibo”; il parco archeologico di Canne della Battaglia con annesso Antiquarium nella valle del Basso Ofanto, il Museo di Egnazia e di Gioia del Colle, custode del prezioso Memnon. Nella top list non si esclude la Daunia con il Castello Svevo Angioino di Manfredonia e l’innovativo Parco Archeologico di Siponto, dove il passato è gelosamente custodito da espositori (vedi installazione Tresoldi, ad esempio) e curatori di eventi per ottenere un maggior approccio con i giovani ed affinare la comunicazione con i visitatori più sensibili. Ambienti colorati, interattivi, nuovi e all’avanguardia che valorizzano l’arte e la storia della nostra terra.

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n. 10 / Dicembre 2017

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