“Il codice del volo”, nel sogno di Leonardo

“Il codice del volo”, nel sogno di Leonardo

Il genio e la curiosità. Il guizzo d’artista e la fantasia del sognatore. Bastano pochi tratti per definire la figura del più grande intelletto di sempre, Leonardo da Vinci, e restituirla fedelmente. Ed è un’emozione grande poter fare capolino, per il breve spazio di uno spettacolo teatrale, nella sua testa e spiare nel cassetto delle sue “visioni”. Anzi, entrare e toccare con mano il suo sogno più grande di tutti: portare l’uomo a volare. Un’impresa non semplice, ma eseguita magistralmente da Flavio Albanese, attore espertissimo, nella triplice veste di interprete, autore e regista de “Il codice del volo”, un gioiellino teatrale nato tra le mura del Piccolo teatro di Milano, fucina che da sola rappresenta tutto il teatro italiano, e presentato sul palco del Piccolo teatro impertinente di Foggia. Ne “Il codice del volo”, Albanese racconta in modo divertente e poetico la vita e la personalità del genio di Vinci e la genesi della sua più grande invenzione: la macchina per volare, aggeggio infernale quanto ardito. Tutto lo spettacolo è costruito sul filo della curiosità e calibrato sulla rivelazione costante; un crescendo di dati, aneddoti e racconti che portano lo spettatore dentro la testa di Leonardo e poi giù, fino al cuore: ovvero dentro il suo particolarissimo “ragionare sistemico”, figlio di un genio poliedrico, e fin dentro il midollo di una creatività smisurata che lo ha reso il simbolo del nostro Rinascimento. Protagonista assoluta della pièce diventa quindi la curiosità, l’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di spingersi oltre i limiti che la natura sembra imporci. Sognando di andare ben oltre le nuvole. “Una macchina con un sogno dentro può volare”, spiega Albanese. “Ma anche il teatro è una macchina con dentro un sogno. Togliete il sogno al teatro avrete una macchina che non serve a nulla”. Con pochi strumenti - due ali carnevalesche, un uccellino di carta e una parete scura trapunta di stelle – Albanese affabula e affascina nel segno di Leonardo. Soddisfatto il direttore artistico della Piccola compagnia impertinente, Pierluigi Bevilacqua: “Flavio Albanese oltre ad essere un eccellente attore è probabilmente il migliore insegnante di commedia dell’arte in Italia in questo momento, degno erede della tradizione di Ferruccio Soleri e di una storia teatrale che ci rappresenta in tutto il mondo. Nei suoi lavori c’è una attentissima ricerca storica ed emozionale, coniugata con una leggerezza narrativa che fa di questo spettacolo, come degli altri in cui è interprete, un momento che il pubblico di tutte le età può fare proprio, nei contenuti e nelle modalità espressive. Ed è’ un personale onore, essendo stato in passato anche il mio maestro, avere Flavio Albanese al Piccolo teatro impertinente; la sua presenza ha aggiunto al nostro “storico” una firma di alto livello e ne siamo orgogliosi”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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